Portogallo, terra di sole e di mare, patria di grandi navigatori, ma anche di una delle più importanti dark metal band di sempre, i Moonspell, capitanati dal leader Fernando Ribeiro. Avevamo già parlato di loro in occasione dell’uscita di “From Down Below…”, testimonianza della splendida esibizione tenuta in una grotta a ottanta metri di profondità (clicca sul link colorato per leggerne l’articolo, nda). L’embrione della band si costituisce verso la fine degli ‘80 e dà inizio a un percorso che vanta tredici album in studio, compreso questo nuovo “Far From God”, oltre ad alcuni live molto interessanti come il sopracitato. I loro esordi, seppur a trazione black metal, palesavano già contaminazioni dal folk lusitano e dalla darkwave, dimostrando che i panni estremi stavano loro stretti, ma sarà con il capolavoro “Irreligious” che si collocheranno tra le principali gothic metal band, insieme a Type O Negative, Paradise Lost e Tiamat. Da lì una discografia di alto livello con dei picchi assoluti, tra cui il già citato “Irreligious”, “Sin/Pecado”, “Darkness And Hope” ed “Extinct”. Le due anime che caratterizzano il sound dei Moonspell hanno permesso loro di essere trasversali, privilegiandone una rispetto all’altra a seconda delle storie da raccontare. “Far From God”, come accaduto con “Sin/Pecado” e “Extinct”, sposta il baricentro verso l’indole gotica, avvalendosi di atmosfere oscure e nihiliste, perfette per offrire un’interpretazione del suo titolo che non vuol essere blasfemo, ma invita a riflettere su cosa può determinare la lontananza da Dio. L’album si apre con i due singoli prescelti per promuoverlo: “Cross your heart”, un mid-tempo darkwave che palesa l’amore per Bauhaus e Sisters Of Mercy, attraverso melodie oscure e decadenti, e “Far from God”, la title track, intrisa di fascino arcano, in cui si evidenzia il ruolo fondamentale delle orchestrazioni di Pedro Paixão. Linee di basso e sinfonismi dark, sorretti da ritmiche tribali, conducono “Biblical” verso un crescendo avvolgente in cui Fernando Ribeiro si divide tra tonalità gotiche e altre più aggressive, mentre Ricardo Amorim delizia con un ottimo assolo. “The great wolf in the sky” va a parafrasare un famoso brano di un famoso album di un famoso gruppo, attraverso un pezzo bellissimo pregno di atmosfere favolose che vedono la voce del leader e le tastiere come assolute protagoniste, insieme agli interventi del violino della spagnola Alicia Nuhro, già nota per il suo contributo su “Obsidian” dei Paradise Lost. Le profondità tenebrose di “Your promise of light” dimostrano quanto la promessa di luce sia lungi da venire, mentre la stupenda “For the love of mortals” unisce introspezione rituale ad aperture sinfoniche ammalianti. La propensione più metallica dei Moonspell emerge nel finale, prima con “Our freedom to fall” che aumenta la sua ruvidità nei riff e nell’interpretazione vocale, pur rimanendo coerente al contesto dell’album, e infine con “Reconquista”, in cui il clima doomeggiante si sposa con le ambientazioni maestose di Paixão, mentre un assolo ispirato cesella la degna conclusione di un grande lavoro. Fernando Riberiro e soci, con il loro talento, dimostrano che il sacro fuoco dell’ispirazione arde sempre nei loro cuori e nelle loro menti, lunga vita ai re del rock portoghese che sembrano avere ancora molto da dire.

Formazione:
Fernando Ribeiro – voce
Pedro Paixão – tastiere
Ricardo Amorim – chitarre
Aires Pereira – basso
Hugo Ribeiro – batteria
Ospite:
Alicia Nuhro – violino su 4
Tracce:
- Cross your heart
- Far from God
- Biblical
- The great wolf in the sky
- Your promise of light
- For the love of mortals
- Our freedom to fall
- Reconquista