Già noto al grande pubblico per il suo lavoro con Beastmilk e poi Grave Pleasures, Mat McNerney ha trovato una via alternativa e una nuova linfa nel post punk dark wave di questi Scorpion Milk, già apprezzati col precedente “Slime Of The Times” di qualche mese fa. Ci sono ancora abbastanza frecce nell’arco della band per questo nuovo EP di sei brani, quattro nuovi e due cover, tra i quali spicca il remix di “All Snakes No Ladders”, già contenuto nell’album precedente e qui affidato alla revisione del collettivo norvegese Ulver. Rivestito di una patina dance isterica e ipnotica che rimanda a certa wave di fine anni ’80, il pezzo fa centro e, per rubare le parole allo stesso McNerney, è probabile che venga ricordato e riproposto in futuro preferibilmente in questa nuova veste rispetto al pur ottimo originale. Anche il resto della scaletta non sfigura rispetto a “Slime…”, riportando la lancetta ai tempi di band seminali quali Killing Joke, Sister Of Mercy e in qualche momento pure i Cure, senza però cedere al revival, conservando anzi una nuova modernità che rende i brani adottabilissimi in un circuito post punk moderno. Ascoltate “She-Wolf In London” per conferma, inoltre il brano vede la partecipazione di William Von Ghould (cantante dei Creeper) come voce ospite. Va detto che anche le cover rendono l’idea e contribuiscono a definire l’ambiente sonoro che McNerney cerca di proporci con gli Scorpion Milk: prima “What We All Want”, fragoroso pezzo chitarristico dei Gang of Four, e poi “Gut Feeling” dei Devo, in una versione, a parere del sottoscritto, splendida e travolgente.
