Eric Johanson è nato in Louisiana, vive a New Orleans e suona rock blues. Con queste premesse il suo nuovo album (il quinto) non può non essere un investimento ad occhi chiusi per chi ama il genere. Allievo del grande Tab Benoit, Johanson pubblica il suo nuovo album grazie alla sua neonata etichetta (la Levee Ward Records) per la prima volta in regime di autoproduzione. Della partita fanno parte il batterista Jake Gartenstein, il bassista Will Repholz ed il tecnico del suono Bill Skibbe, già al lavoro con Jack White e Jon Spencer. “The Open Bayou” è un album tosto, energico, la classica formazione a tre ricorda le grandi band hard blues del passato e di rock duro nel sound del chitarrista di New Orleans non ne manca di certo. La passione per l’hard rock e l’heavy metal del nostro esce alla grande dai solchi di questi nuovi dieci brani che compongono il disco, rendendolo arcigno e molto interessante anche agli appassionati dei suoi più duri. Nei brani si respira l’aria pesante e umida della palude, con quel tocco psych rock che porta agli anni settanta senza, però, risultare troppo vintage. Il groove muscolare della sezione ritmica accompagna la chitarra del leader che, senza esagerare in ghirigori fine a sé stessi, offre una prova gagliarda e possente, come uno Zakk Wilde in botta per il blues. “The Open Bayou” non fa prigionieri con una serie di brani che, partendo dall’opener “Till The Sun Swallows The Earth”, il singolo “Shake The Fever” e le due perle dell’album “Alligator Smile” e “Castaway”, portano il blues a un passo dall’hard & heavy senza bisogno di cover o tributi, ma con una personalità debordante. Il consiglio è quello di non perdervi questo lavoro, ve ne potreste innamorare.