I Beautiful Loserz sono una band nata nel posto sbagliato e con sogni troppo grandi per le dinamiche musicali di questa scalcinata penisola. Se suoni rock, quello vero, generato da un amore viscerale per Aerosmith, Mötley Crüe e Hanoi Rocks, Campi di Vezio, inventata località abruzzese, può apparire vicina a Los Angeles e anche se scopri che non è vero, ci vuoi credere fino alla fine. E così può succedere che, a dieci anni dallo scioglimento e con una maturità che tarda ad arrivare Gago (batteria), Tony (chitarra solista), Leo (basso) e il leader Paolo, chitarra e canto, ci riprovano, grazie all’insistenza di Gualtiero, giovane discografico della Pussycat Records. Il loro album di esordio “High On Speed” diventa un piccolo culto e così la band si imbarca in un tour italiano dove, tra bevute e mangiate esagerate, sostanze illecite solo per la legge, storie di amore e sesso, la vita rock prende il sopravvento, restituendo al mittente le richieste familiari di indossare giacca e cravatta o una divisa e di fare un lavoro “normale”. Paolo è la voce narrante del romanzo e ci racconta con umanità e passione, i risvolti di una rock band di strada, che sgomita per non vendere l’anima e vive con un entusiasmo contagioso ogni attimo. Non mancano litigi, le fidanzate che pretendono attenzioni, i genitori che non capiscono, la vita che li vorrebbe allineati, ma i quattro amici pensano solo alla prossima tappa, al prossimo concerto (anche all’estero) e a quel pugno di brani da gettare addosso a quei pochi o tanti coraggiosi che sono sotto il palco. E così tra lunghi viaggi, infinite citazioni rock che è un piacere scoprire, i Beautiful Loserz vivono il loro sogno, incuranti delle delusioni e attaccandosi solo al nettare della loro amicizia e dell’amore per il rock. Scritto molto bene “La spalla sinistra di Malcolm Young” si legge con avidità, perché racconta di storie che conosciamo, di sogni rock’n’roll che hanno nomi diversi, ma arrivano tutti dallo stesso posto: il cuore che batte per la musica. Quasi 600 pagine sono un bel blocco da affrontare, tuttavia la lettura, pur con qualche momento che appare forzato, scorre e si apprezza pagina per pagina. Il merito di Paris è innanzitutto di conoscere molto bene ciò di cui scrive, e di aver curato in modo maniacale la qualità della stesura con una ricerca di sinonimi e soluzioni grammaticali molto accurata. Inoltre ha dipanato decine di idee per titoli di canzoni e nomi di band, quindi invito i gruppi a corto di fantasia di sfogliare con attenzione queste pagine, perché troveranno molti spunti. Il perché del titolo del libro? Scopritelo pagina dopo pagina tra questa bellissima storia rock, quello vero, fatto di sudore, sorrisi e sogni. Si, quello che piace a noi. Complimenti Domenico, mi hai sorpreso!

L’autore Domenico Paris, innamorato di rock’n’roll e arte

Domenico Paris è un giornalista e scrittore del 1977, nato ad Avezzano, cittadina abruzzese situata nel cuore della Marsica, appassionato di rock, lo potete trovare sotto qualche palco in un club o in un negozio di dischi, desideroso di scoprire qualche nuova band o in qualche museo in giro per il mondo. Ha pubblicato varie antologie e romanzi e scritto per quotidiani. Cercatelo sui social, dove è armato di baffi, penna e chitarra.