L’uscita di questo bellissimo album è l’occasione per il sottoscritto di scrivere due righe sulla cantautrice americana Ruthie Foster, una delle più grande interpreti in attività se si parla di blues, soul, jazz e gospel. Nata sessantadue anni fa in Texas, Ruthie Cecilia Foster, oltre ad una discografia che ha ormai passato la dozzina di album tra prove in studio e live, ha collaborato con il gotha della musica americana degli ultimi quarant’anni. Dopo i fasti dell’ultima raccolta di brani intitolata “Mileage”, vincitrice di un Grammy come miglior album di blues contemporaneo, arriva sul mercato questo nuovo e notevole lavoro intitolato “Just Says Yes”, dove la Foster viene accompagnata da una band che vede all’opera le due sorelle Lovell (Larkin Poe) ai cori, Kevin McGowan e Ben Satterlee alla batteria, Mike Seal e Micahael Webb alle tastiere in alcuni brani e il grande Tyler Bryant, che mette a disposizione il suo talento enorme suonando chitarra, tastiere, percussioni e basso. Supportata dalla “famiglia” Lovell (ricordo che Tyler Bryant è sposato con Rebecca, mentre Mike Seal lo è con la sorella Megan) la grande cantante americana non ha potuto esimersi di regalarci una raccolta di brani di grande musica a stelle e strisce, passando con una agilità compositiva encomiabile dal blues al soul, dal roots rock al rhythm & blues. Ne esce un disco di grande impatto, composto da una serie di hit che, c’è da scommetterci, la riporterà sul palco dei Grammy. Voce nera, pregna di emozione e una super band a fianco fanno brillare canzoni come “Thank You”, “Yes”, il singolo “Tangled”, la ballad blues “Sitting Still”, per uno dei dischi più intensi di questo ottimo anno per la musica americana tradizionale.
