Eccoci a parlare di Jack Browning, londinese di nascita ma in tutto e per tutto musicista di Nashville così come la sua nuova label, la Too Fine Records. Archiviato un primo lavoro intitolato “Red Eye Radio” licenziato tre anni fa, il cantautore e pittore inglese pubblica un album che non è solo tradizione country rock, esplorando ancora una volta il mondo della musica tradizionale d’oltreoceano in molte delle sue sfumature che siano americana, southern rock, blues ed appunto country. Ne esce un album vario e personale dove la voce di Browning racconta storie grazie ad un’esperienza fatta sui palchi d’Europa e Stati Uniti in compagnia di gentaglia del calibro di Chris Stapleton, Tyler Childers e The White Buffalo, tra gli altri. Un disco composto da tredici brani potrebbe risultare indigesto per chi è poco in sintonia con i generi suonati, eppure “Painted Skies” scorre via senza stancare, grazie alla varietà di stili e umori di cui è composto con una “Speak Your Mind (But Ride A Fast Horse)” che ci invita all’ascolto partendo da un southern rock che guarda alla tradizione, piacendo proprio per questo. Il country si prende la scena con la Seguente “The Perimeter”, iniziando un trittico di canzoni all’insegna di paesaggi ed atmosfere western. “Junkyard Dog” è un blues in arrivo direttamente dal Delta, scarno, maleducato con la voce, in questo caso ruvida, di Browning che esalta l’atmosfera viziata e fumosa del brano. Il resto dell’album, come già scritto, è all’insegna della varietà di stili con cui il nostro eroe si affida per dare a “Painted Skies” una buona scusa per ascoltarlo ancora una volta, promosso.