L’astronave degli Iron Savior, band power metal tedesca è sicuramente una delle migliori in fatto di metal old school, la potenza abbinata alla voce roca di Peter Sielck riporta agli anni d’oro del genere in autentici viaggi musicali intergalattici. Con il loro monumentale nuovo album in studio “Deathbringer”, la band intorno a Piet Sielck ha più di un motivo per festeggiare: dopo il terzo capitolo della serie “Reforged”, per il quale gli Iron Savior hanno completamente riregistrato le canzoni della loro epoca Noise Records, oltre a un album di cover, la band presenta ora un nuovissimo album in studio, il primo con Frontiers Music. Come al solito, Piet Sielck ha nuovamente prodotto l’album da solo – nel suo Powerhouse Studio, un nome ben affermato nel campo delle potenti produzioni metal e un luogo da tempo inseparabilmente legato al suono degli Iron Savior. Con “Deathbringer”, gli Iron Savior tornano anche al formato concept album. Dopo 200 anni di pace, la galassia si trova nuovamente sull’orlo del baratro: le Ombre, una specie insettoide e antico nemico dell’umanità, sono tornate. A bordo della gigantesca nave dei Portatori della Morte, la loro Regina immortale ha conservato gli ultimi resti della sua specie all’interno di un alveare digitale eterno – sostenuto dalla forza vitale di innumerevoli mondi. Ora il Salvatore di Ferro e l’Alleanza devono affrontare un nemico più potente che mai. Power metal potente, enormi ritornelli, grandiosità fantascientifica e una band che, anche dopo 30 anni, non ha perso alcuna energia. “Shadows Of Neverness” apre l’album con un’ouverture ambient che si trasforma rapidamente in un pezzo d’apertura rapido e potente con riff delle chitarre con il marchio di fabbrica riconoscibilissimo, tedesco, la titletrack che ha un riff pesante che abbandona nel ritornello più melodico e una sfida tra le chitarre che si inseguono nell’assolo. “The Creature’s Tale” ha un approccio più progressive con cambi di tempo e armonie elaborate, “Back From The Fires Of Hell” traccia potente molto old school, in cui l’esecuzione vocale ha toni aggressivi. Al centro del lavoro la band propone una bonus track “No Deal” un brano senza molti artefizi, diretto e potente con un gran coro nel ritornello, mentre con “ Gunslinger” tutto si basa sulla sessione ritmica che mantiene con un mid tempo alta l’energia del brano con toni epici ed un assolo magistrale, L’album che conta ben 13 brani si chiude con la cover dei Judas Priest “Fever”. “Deathbringer”è un disco old school proiettato nel futuro, se cercate riff, potenza, velocità e amate gli Iron Savior, vi piacerà sicuramente, d’altronde da 30 anni ormai questo è il loro mood e lo fanno ancora molto bene.

Tracklist:
1. Shadows Of Neverness
2. Deathbringer
3. Light In The Dark
4. The Creature’s Tale
5. Back From The Fires Of Hell
6. To Boldly Go
7. Climbing Higher
8. No Deal (bonus track)
9. Dawn Of Deliverance
10. Gunslinger
11. Never To Yield
12. Forever And A Day
13. Fever (bonus track) – Judas Priest cover
Line Up:
Piet Sielck – lead vocals & guitars
Joachim “Piesel” Küstner – guitars
Patrick Opitz – bass
Patrick Klose – drums