I Flotsam e Jetsam hanno una carriera di oltre 40 anni, ma i più se li ricordano solo grazie al fatto che il loro bassista fondatore Jason Newsted fù assoldato dai Metaliica  Come per la maggior parte delle band metal, il passaggio della scena musicale americana dei primi anni ’90 verso il grunge li mise in una posizione difficile, e i Flotsam fecero il possibile per sopravvivere senza vendersi, poi negli anni ’90 e 2000, hanno vissuto momenti alti e bassi poi nel 2016 li ha visti riprendersi notevolmente con il loro album omonimo, e da allora hanno avuto una crescita notevole. Infatti registrano altri tre album di successo, fino ad arrivare a questo loro sedicesimo album “Rats in the Temple”, che mostra una band solida e concreta che sembra aver trovato la formula per mantenere il suono fresco e vitale. L’apertura “Harvesting the Hate” mette subito in chiaro che il disco è potentissimo thrash ben confezionato, con quella  punta di metal sempre presente che a volte ricorda i Metal Church,  “Absolution” continua con questo metodo e la voce di Eric A.K è strepitosa, i ritornelli hanno sempre un qualcosa di sinfonico ed epico, prima di tornare alla cruda strofa, ascoltate la title track per esempio. Le chitarre di Michael Gilbert e Steve Conley si muovono in sintonia completa in “Blame The Knife” dove la doppia cassa ti colpisce allo stomaco. Con ogni canzone che dura tra i 3 e i 4 minuti, la band ha fornito una freschezza al disco naturale, nessun brano risulta mai riempitivo. “The Ghost Behind The Door” è violentissima, potente e melodica allo steso tempo, “First On The Spike” continua a martellare in un disco in cui la velocità la fa da padrona e pochi sono i momenti più cadenzati. “The Edge Of Nowhere” ti illude ma poi non si placa fino al termine, un breve suono di campana e un’atmosfera inquietante nei primi momenti di “Last Rites” prima di un altro thrash furioso con un coro anthemico e così anche “A Taste for War” uno dei brani migliori del disco. L’intensità del disco non cala neanche avvicinandosi agli ultimi brani fino al brano finale “Going Down That Way”. I Flotsam e Jetsam mantengono alta la loro asticella, con secondo il mio modesto parere il loro miglior disco dal loro ritorno, una produzione aggressiva e dura rispetto alle prime uscite anni 80, ma i tempi chiedono questo e l’anima non ne esce snaturata.

  • Eric A.K. / Vocals
  • Michael Gilbert / Guitars
  • Steve Conley / Guitars
  • Bill Bodily / Bass
  • Ken Mary / Drums, Backing Vocals, Orchestrations

Tracklist:

  1. Harvesting the Hate
  2. Damnation
  3. Absolution
  4. Blame the Knife
  5. Rats in the Temple
  6. The Ghost Behind My Door
  7. First on the Spike
  8. The Edge of Nowhere
  9. Last Rites
  10. A Taste for War
  11. Her Blood Your Pain
  12. Anthem for the Broken
  13. Not Goin’ Down That Way