Con “Somewhere Between Heaven And Hell” del 1992 è scoccata la mia scintilla con i Social Distortion, quella sensazione che anche questo modo di fare punk, che gli esperti chiamavano “revival punk”, aveva senso. Non mi sono mai strappato le vesti per quel mondo, che ho sempre apprezzato più in concerto che su disco, ma insomma la sensazione che Mike Ness e soci fossero gente vera era evidente a tutti. Poi il tempo passa, escono mille dischi, leggi notizie di malattie, problemi in famiglia e il tempo che corre sempre più veloce ti fa perdere la bussola. Infatti quando è uscito questo “Born To Kill”, ottavo disco di studio in tanti anni (la band si è formata nel 1978 a Orange County, California), di storia, non ho realizzato subito che dal precedente fossero passati addirittura tre lustri. Eccomi quindi con qualche mese di ritardo a parlarvi di un bel disco, ovviamente privo del furore degli esordi, ma l’idea è la medesima, con una produzione più leggera, i pezzi sono trascinanti, in modo diverso, ma trascinanti. È un piacere ascoltare “No Way Out”, “Tonight”, “Crazy Dreamer”, condivisa con sua maestà Lucinda Williams, una collaborazione che dice molto del nuovo corso della band e poi il power punk pop di “Walk Away (Don’t Look Back)”, il brano che preferisco, irrorato di un bell’assolo di chitarra. Promossa a pieni voti anche “Partners In Crime”, che fotografa alla perfezione quello che sono i SD oggi: punk con attitudine pop, una chitarra meno ruggente per un insieme più orecchiabile. Poi c’è anche la cover che non t’aspetti, una “Wicked Game” portata al successo da Chris Isaak nel 1989, quando i Social Distortion uno come Isaak probabilmente l’avrebbero riempito di pugni. Ma il tempo passa, per tutti, anche per un gruppo puro come questo ma, credetemi, “Born To Kill”, titolo troppo cattivo per quello che si ascolta, ci offre tante cose che meritano di essere ascoltate. Soprattutto se siete fan della band, agli altri suggerisco un ascolto non distratto. Io li ho persi in concerto in giugno, quando sono passati a Milano, quindi dubito che avrò occasioni a breve. Peccato. Mi consolo ascoltando questo disco.