Negli ultimi anni non si sono certo riposati i Robert Jon & The Wreck, southern band che i lettori di BIR ormai conoscono bene, viste le continue uscite sul mercato con targa di Orange County (California). Dopo i fasti commerciali degli ultimi due album in studio (“Red Moon Rising” del 2024 e “Heartbreaks & Last Goodbyes” dello scorso anno), per Robert Jon Burrison e colleghi è giunto il momento della terza parte di “Wreckage” che, questa volta, raccoglie i cinque singoli usciti nell’ultimo anno più le bonus track dell’edizione limitata di “Red Moon Rising”. Di acqua sotti ponti ne è passata davvero tanta dai primi lavori, anche se l’ascesa per il gruppo è iniziata in modo esponenziale dalla pubblicazione del loro miglior lavoro, “Last Light On The Highway”, licenziato nel 2020 e che li fece conoscere anche fuori dai circuiti southern rock. In sei anni le pubblicazioni si sono fatte sempre più numerose tra nuovi album singoli, live e queste raccolte chiamate “Wreckage” che racchiudono singoli, brani live e altre pubblicazioni “minori”, arrivate appunto alla terza uscita. La band californiana ha fatto passi da gigante in pochissimo tempo, sacrificando un po’ di anima southern a favore di sound più classico che, a tratti, è investito da pura energia hard rock. Anche questa nuova raccolta non fa che confermare la band come una delle realtà trascinanti della scena odierna, insieme ai vari Blackberry Smoke e Whiskey Myers. “Wreckage Vol.3” non manca di avere un suo perché, e se i brani sono già stati pubblicati la band è in gran forma e si sente, la scaletta regala canzoni bellissime come “Arroyo” e il suo look anni settanta, la seguente “Back To The Beginning Again”, rock d’assalto dove il chitarrista Henry James fa il Jimmy Page, e “Point Of View”, scartata dalla track list di “Red Moon Rising” ma favolosa song dal tiro rock’n’roll alla “Stones”. I Robert Jon & The Wreck fanno gli straordinari e noi non possiamo che esserne felici, questa raccolta ci offre uno spaccato odierno del gruppo e la sua voglia di andare per la propria strada, suonando quello che ad oggi riesce meglio, ovvero rock classico, energico e splendidamente sudista.
