Archiviato il secondo bellissimo album firmato Blood Brothers (Help Yourself, ovviamente recensito su queste pagine) con il socio Mike Zito, uscito lo scorso anno, torna Albert Castiglia in versione solista con un altro lavoro di ottimo blues rock intitolato “Grits & Glory”. Per chi non conoscesse il cantautore e chitarrista blues statunitense, ricordo che, oltre a decine di collaborazioni siamo arrivati alla quindicesima pubblicazione a suo nome in circa venticinque anni, una discografia importante che ne ha fatto un artista noto e rispettato nella scena blues mondiale. Registrato ai “beatlesiani” Abbey Road Studios di Londra e in un secondo tempo ai Fat Rabbit Studios di Franklin Lakes nel New Jersey, l’album si presenta come una sintesi tra il rock blues britannico e quello d’oltreoceano, con quelle sfumature classic southern rock a stelle e strisce che firmano il sound del nostro. Brani come “Uncertainty” o “Michigan Avenue” accendono la passione, si fanno spazio nell’ascoltatore con la loro energia indomita, sprigionata dalla sei corde di un Castiglia sugli scudi. Bellissimo lo strumentale “Afro Blue” che apre lo spartito al jazz, prima di tornare nell’olimpo del rock con la bellissima versione di “Yer Blues”, brano leggendario facente parte del “White Album” dei Fab Four. Per il prossimo Blood Brothers c’è tempo, intanto godetevi questo “Grits & Glory”, nuovo capitolo di questo grande musicista statunitense. Blues on!
