A 78 anni Tony Iommi, l’uomo che ha inventato il suono dell’heavy metal ha deciso di regalarci la sua – probabilmente – ultima esibizione. E lo fa con la fierezza di chi sa di aver costruito un mondo enorme e tentacolare, sia in superficie che nelle tenebre, con la sua chitarra dal suono cupo, tra riff di catrame e assoli limpidi e pieni di inventiva. Lo accompagna la voce di Jørn Lande, un cantante dalle qualità riconosciute, ma in qualche modo divisivo, che ha quindi creato una piccola frattura tra i fan dell’uomo in nero, infatti non tutti hanno approvato questa scelta. Poco male perché adesso che abbiamo ascoltato il disco a nessuno interesserà più nulla, perché “From The Dark” è la testimonianza di un un arista che ha dedicato tutta la vita a esplorare il lato oscuro del metal e riesce ancora nell’impresa di emozionarci. Otto brani, dieci nell’edizione deluxe, che non aggiungono nulla alla materia dipanata da Iommi, ma che ci conquistano con quel senso di enfasi cupa e orrorifica, direi quasi rassicurante, su cui il chitarrista ha costruito l’immagine di uomo umile, ma orgoglioso, capace di generare riff e brani immortali. Nonostante alcune, direi quasi inevitabili, autocitazioni, i pezzi entrano sottopelle come se fosse la prima volta che proviamo questo tipo di emozioni e parte del merito del merito va anche a Jørn Lande, che si dimostra all’altezza dell’impegnativo compito. Come da tradizione non ci sono concessioni a ballate e pezzi di facile ascolto, “Over the Violent Sun”, “Black Times”, il singolo che ci ha rivelato l’arcano “World Alone”, “Beyond The Dead” e “Stormwatcher” avanzano come pece nera, tra riff catacombali e melodie oscure, e e ci riportano all’essenza del suono di Iommi e dei Black Sabbath, con una produzione più vicina agli anni ’80. “Death Wake” è il pezzo elaborato con maggior cura, con una stesura armonica che pesca alle atmosfere di “Heaven And Hell” e illuminato da un assolo di chitarra di Brian May dei Queen, mentre “Return Of The Arbalist” mette in evidenza anche il lavoro della sezione ritmica, con Lande che si divincola tra la successione di accordi di Iommi. La chiusura di “Legacy” è un viaggio di quasi dieci minuti che ci consegna una sorta di testamento dell’influenza di questo signore al mondo dell’hard rock e del metal, un qualcosa di incalcolabile. Le due bonus dell’edizione deluxe, sono due pezzi strumentali con godibili arrangiamenti orchestrali “Scent Of Dark” e “Deified”, già pubblicate da Iommi negli ultimi anni, per testimoniare il legame con il marchio di profumi di lusso Xerjoff Blends dell’amico Sergio Mono, che suona la seconda chitarra. Alla fine dell’ascolto di “From The Dark” la sensazione che rimane è di magniloquenza, un senso di grandezza, per aver accolto ancora una volta nel nostro mondo Tony Iommi, l’ideatore dell’heavy metal, un suono dalle mille sfumature che, nonostante i momenti difficili incontrati, continua a dominare il mondo e a trovare un pubblico in adorazione. (Gianni Della Cioppa)

  • Chitarra: Tony Iommi
  • Cantante: Jorn Lande (e co-autore dei brani)
  • Altri musicisti: Becky Baldwin (basso) e Karl Brazil (batteria), Mike Exeter (tastiere)
  • Produzione: Tony Iommi e Mike Exeter
  • Ospiti speciali: Brian May (chitarra nel brano “Return Of The Arbalist”)
La versione in cd deluxe di “From The Dark”

C’era molta attesa per questo ritorno di Tony Iommi solista,  dal  suo debutto stellato Iommi (2000) e due collaborazioni con Glenn Hughes (2004 e 2005): questo è un disco solista a tutti gli effetti, con la collaborazione dell’amico e produttore Mike Exeter, con Jørn Lande alla voce e co-scrittore di tutti gli otto brani, con la sezione ritmica di Becky Baldwin al basso e la batteria di Karl Brazil che completa il quartetto e Exeter che aggiunge tastiere e orchestrazione. Quello che ci aspettavamo da Iommi lo trovate nel disco, riff in stile dell’era Dio dei Sabbath con un’atmosfera moderna brutale ed emozionante, ricca di qualità e classe, il tono e quella distorsione sono inconfondibili e riflettono 55 anni di palco. “Over The Violent Sun” ha un suono moderno, ma i riff risuonano di quel doom che tante generazioni hanno copiato e Jørn Lande sembra la scelta giusta con la sua voce roca e potente, “Black Time” è una progressione dall’inizio alla fine oscura e violenta “World Alone” il singolo è come essere colpito da una palla da demolizione, la pura potenza associata ala voce di Lande con un bell’assolo di Iommi. Con ‘Beyond The Dead’ i suoni epici catturano tutta l’atmosfera che è stata parte essenziale del successo dei Sabbath fin dall’inizio, con Jørn Lande che offre una performance degna di nota, un brano emozionante. ‘Stormwatcher’  ha un riff semplice ma efficace, è la storia del nostro amato genere. Brian May compare anche per un assolo in “Death Wake”, alternandosi con quello di Iommi. “Return Of The Arbalist” è un brano più veloce del resto del disco, ma potente come il significato del brano (Arbalist era una pesante balestra medievale , un’arma così letale che nel 1139 la Chiesa ne vietò l’uso contro i cristiani),  per finire “Legacy” è un vero mostro, la scala e l’intento travolgono mentre si contorce e si ritorce nei suoi sette minuti di durata, è il finale che “From The Dark” merita e riesce a raggiungere le vette di alcuni dei migliori lavori del chitarrista, sia in proprio che con i Black Sabbath. La parola appropriata per descrivere il quarto album solista completo di Tony Iommi è eredità. “From The Dark” presenta tutti i suoi riff caratteristici e un frontman come Jorn Lande, che si adatta perfettamente al suono riconoscibile di Iommi senza limitarsi a rendere omaggio a icone come Ozzy e Dio: i fan saranno molto contenti quando metteranno “From the Dark” sul loro stereo e nella versione deluxe ci sono due brani in più strumentali. (Alessio Antonietti)

La versione in doppio vinile di “From The Dark”

Membro storico dei Black Sabbath, una delle band più seminali del rock, con i suoi riff ha impresso un marchio indelebile nella storia della musica degli ultimi cinquant’anni, basterebbe solo questo per accogliere l’uscita di un nuovo album di Tony Iommi con grande devozione, a prescindere da come sarà effettivamente. Il lavoro solista precedente, “Fused”, con Glenn Hughes alla voce, risale a oltre vent’anni fa. Per questo nuovo “From The Dark”, Iommi si circonda di un supergruppo, coinvolgendo alla voce il norvegese Jørn Lande (Masterplan e Avantasia su tutti), partecipe anche in fase compositiva, la splendida Becky Baldwin (Mercyful Fate tra gli altri) al basso e Karl Brazil alla batteria, senza dimenticare Mike Exeter, impegnato alla produzione e al mixaggio, ma pure alle tastiere. Non fai in tempo a concentrarti per l’ascolto che il riff di “…over the violent sun” ti appende al muro, mentre Jørn dipinge liriche epiche e possenti. “Black times” rallenta senza cedere in potenza e regala un bell’assolo, anticipando il singolo “World alone”, un mid tempo di buona fattura, ma meno maestoso dei due brani precedenti. Per chi ha dimenticato da chi è nato il doom, l’oscura e solenne “Beyond the dead” calza a pennello, così come l’altro singolo apripista “Stormwatcher”, marchiato a fuoco da un’interpretazione vocale stentorea. La power ballad “Death wake” coinvolge un ospite d’eccezione, con Brian May che con un suo assolo impreziosisce il brano. L’epic doom di “Return of the arbalist” lascia il segno e apre la strada ai sette minuti della conclusiva “Legacy”, in cui convergono potenza e classe. “From The Dark” è un album ispirato di un artista con una storia e un talento tali da non avere la necessità di affidarsi al mero mestiere per esprimersi. (Luca Pizzimbone)