Bernie Marsden è partito per il suo ultimo viaggio ormai tre anni fa, eppure ancora oggi si continua a parlare e scrivere del suo talento, magari lontano dal grande pubblico. Chitarrista e co-fondatore con David Coverdale ed il suo alter ego Micky Moody del serpente bianco, protagonista negli Ufo, Paice Ashton Lord, Cozy Powell’s Hammer e Moody Marsden Band, il grande bluesman britannico ha lasciato in eredità tanta grande musica rock, dove il blues ha un’enorme importanza e su cui Marsden ha impostato tutta la sua carriera professionale. “Stage” è l’ultimo capitolo, uscito postumo a fine agosto e parte della serie “Inspirations”, cinque full length dedicati al suo amore per il blues. Un album dal vivo che ripercorre carriera e ispirazioni di Marsden registrato da vivo al Nottoden Blues Festival in Norvegia nel 1996, al Radcliffe Centre di Buckingam nel 2008, dal Keeping The Blues Alive At Sea del 2019 e da Londra sei anni fa. Per chi il blues lo mastica abitualmente sono presenti nei vari concerti musicisti del calibro di Snowy White, Tony Ashton, David Levy, Henry Spinetti e sua maestà Joe Bonamassa, grande ammiratore del musicista britannico. La scaletta è da urlo partendo dalle versioni acustiche di classici dell’era Whitesnake come “The Time Is Right For Love” (dal capolavoro “Trouble”), “Ain’t No Love In The Heart Of The City” e la spettacolare “Walking In The Shadow Of The Blues” che, nonostante una registrazione non all’altezza, non perde neanche una briciola di potenza british blues. Magnifiche “Out On The Western Plains” del grande Rory Gallagher, “I’m Tore Down” di Freddie King e la conclusiva “Walking By Myself”, brano reso celebre da Gary Moore ed impreziosito dalla ospitata di Bonamassa. L’ultimo capitolo di questa splendida serie di lavori firmata da Marsden non poteva che essere una celebrazione sua e di tutti quei musicisti che lo hanno accompagnato e influenzato nella sua lunga carriera. Sarai sicuramente a jammare con i più grandi lassù, nel paradiso del rock, arrivederci Bernie.
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