Nonostante l’ostinazione di molti nostalgici il rock va avanti, continua il suo cammino, fatto di piccoli ritocchi, di innovazioni invisibili, ma costanti. Anche il prog rock pur nella sua apparente staticità da tempo ha aperto le ali verso sonorità più moderne. In qualche modo la band che ha innescato la rivoluzione è figlia del genio di Steven Wilson, infatti con i suoi Porcupine Tree e numerosi progetti laterali, ha dato vita a intuizioni inedite, entrare nel bagaglio di tante nuove realtà Tra questi ci sono certamente gli inglesi Pure Reason Revolution, guidati dal cantante e polistrumentista Jon Courtney che, si badi bene, non ha replicato un modello, ha preso ispirazione dalle novità attivate da Wilson, per poi alimentare un proprio suono. Le sette lunghe tracce di questo settimo album, rispetto al recente passato, esibiscono alcuni momenti carichi di energia, con riff di chitarra e tastiere e ritmiche che chiamano in causa heavy rock, metal e persino certo grunge elitario alla Smashing Pumpkins e cito, in ordine sparso “Spin Like Fire”, “Rumination Ruin” e “Haywire Heart” un intricato metal prog sorretto da un bellissimo refrain, mentre il bel singolo “Black-Arrow Acrobats” rappresenta l’idea di pop della band. E sono proprio le parti vocali uno dei motivi che innalzano il valore dell’album, infatti il leader divide gli spazi cantati con  Annicke Shireen (degli Heilung), da questo album, dopo una transizione come ospite nel precedente “Coming Up to Consciousness”, definitivamente in formazione, al posto di Chloë Alper. Non mancano momenti riflessivi, come il brano che intitola il disco, alimentato in alcuni passaggi da melodie soffuse che rievocano i Pink Floyd anni ’70, per poi cambiare direzione con un’intensa cavalcata di chitarra. Dopo i rintocchi che fondono pianoforte ed elettronica di “Below Radinace”, il disco si chiude con la ciclopica “Hold Your Wrath”, quindici minuti dove il gruppo elabora con sbalzi armonici, il concetto che è alla base dei testi del disco: ovvero che ogni cambiamento personale richiede uno sforzo enorme, come gli angeli che nella tradizione biblica, non erano rassicuranti, ma creature ultraterreni spaventose, che avvicinandosi all’uomo, furono costretto a notevoli trasformazioni. I Pure Reason Revolution si confermano in continua evoluzione e ci consegnano un altro ottimo album, che si ascolta tra piacere e stupore.