Li perdoniamo i Parker Barrow, anche se effettivamente dare alle stampe un album che racchiude tutto lo scorso ep intitolato (coincidenza?) proprio come quello precedente, aggiungendovi tre soli brani di cui uno è la cover di “My Morning Song” dei The Black Crowes, appare come una furbata. Attenzione però, perché la band, ancora semisconosciuta nel vecchio continente, potrebbe davvero fare il botto questa volta, cosa che noi di BIR ci auguravamo già tre anni fa, quando da Nashville arrivarono questi sei ragazzi capitanati dalla coppia formata dalla formidabile cantante Megan Kane e dal batterista Dylan Turner. Parker Barrow, come Bonnie Parker e Clyde Barrow, leggendaria coppia di fuorilegge che, nel caso del gruppo si trasforma in una straordinaria coppia di rockers accompagnata da Alex Bender e Will Tipton alle chitarre, Kyle Priber al basso e Eric Safka alle tastiere. Chi si fosse perso l’ep e la puntuale recensione dello scorso anno, arriva dunque il full length intitolato “Hold The Mash-The Album” a rinverdire le potenzialità della band, che suona senza farsi troppi scrupoli southern/roots/blues rock rifacendosi ai grandi del passato ma con una marcia in più, che al secolo si chiama Megan Kane, che si piazza dietro al microfono e come la leggendaria Bonnie Parker vi ruberà il cuore. Bellissima la cover dei “Crowes”, spettacolari i brani più tirati (“Blinded”, “Novocaine”) dove la Kane tiene per le briglie la voglia di correre sullo spartito dei suoi compari, alzando l’asticella di una prestazione maiuscola, grandiosa nel crescendo blues di “Olivia Lane”, mentre nel nuovo brano “Ruby’s Reckoning” è il songwriting che fa la differenza, trattandosi di un country blues ispirato ed emozionante. Insomma, li perdoniamo i Parker Barrow, non fosse che un giorno ci ritroveremo sotto il palco a cantare e innamorarci ancora una volta di Megan Kane.
