Metal verso un altro pianeta

Warhog è un progetto nato da quattro musicisti del Texas del nord nel 2020, durante il Covid e inizialmente in remoto, ognuno da casa propria. Non è quindi un caso che l’intera poetica affrontata finora, in una discografia che include già un album, quattro singoli, un live e ben quattro EP compreso questo, sia dedicata al viaggio, a universi distopici, alla fuga dalla terra (a partire dall’album di esordio “Call Of The Voyager”), che nel momento in cui la band nacque davvero non offriva particolare attrattiva (e anche ora non pare il miglior posto in cui vivere).

Questo Ep di tre pezzi merita attenzione e ascolto in particolare per la qualità della suite centrale, “Ethereal Journey” appunto, sinceramente entusiasmante nella varietà del suo svolgimento, nella fantasia e anche nella elevata capacità strumentale dei quattro musicisti, che dichiarano apertamente di ispirarsi al metal classico degli Iron Maiden e di altre band dallo stesso glorioso passato. Come per esempio gli U.F.O., la cui classica “Doctor Doctor” chiude l’EP (sotto tono, molto meglio i Warhog nella loro espressione originale, la band è ricca di idee e soluzioni musicali personali, questa track suona un po’ come un riempitivo).

Tornando alla suite centrale da 22,57 non scontati minuti, il tema è appunto quello del viaggio: la storia e la musica seguono il percorso di un viaggiatore dello spazio che risponde a una misteriosa trasmissione arrivata dalle stelle e si avventura alla ricerca di un mondo alternativo sul quale portare in salvo l’umanità mentre la terra collassa. Tema quanto mai attuale in questi tempi caotici. Quello che trova in realtà è una fonte di energia infinita, ma anche un duro percorso psicologico che lo perde al limite fra la salvezza e la follia.

Il tutto viene reso con una quantità di colori, fantasia, soli di chitarra e tastiera, stop e fill di batteria e basso davvero notevoli e caratterizzati da grande precisione. Gli echi dei Maiden sono piuttosto evidenti ma non c’è imitazione quanto invece l’attenzione a cogliere l’efficacia delle soluzioni della storica band britannica facendole proprie, al servizio di questo avvincente racconto in musica.

Una citazione va riservata anche al pezzo iniziale, “Starlight”, più classico nell’andamento e più normale nella durata, che rappresenta un’ottima apertura per il disco. Dovendo trovare il pelo nell’uovo, i suoni della batteria e delle tastiere risultano un po’ staccati dall’insieme, forse un’amplificazione meno netta nella separazione degli strumenti avrebbe giovato. Ma sono dettagli. “Ethereal Journey” merita assolutamente di salire su quell’astronave e affrontare il viaggio insieme ai Warhog.