È ormai consuetudine del metal estremo inserire nelle sue sfuriate sezioni più lente, melodiche, un po’ di prog, un po’ di doom, un po’ di drone. Quasi a mostrare di essere capaci di fare altro che non sia l’assalto sonoro violento. A volte la cosa funziona, a volte meno. Con i Rivers Ablaze, band ungherese con una carriera già lunga alle spalle, fatta di cinque album, il risultato è appunto variabile. O meglio, le parti davvero violente, con quelle chitarre martoriate in un suono continuo come una raffica infinita, con quelle voci fra inferno e disperazione, sono davvero travolgenti, come dimostra “A Mass Grave Of Trauma”, come poche se ne sentono anche nel metal più estremo. Quando la musica rallenta e si fa in un certo senso più comprensibile, quando quindi servono le idee di melodia e scrittura più che la foga, funziona a volte e a volte lascia perplessi. Funziona molto bene per esempio in “Born From Flame”, che unisce magistralmente un pezzo death travolgente come un ariete e cattivo come l’inferno a due bridge rallentati con tanto di assolo che pare avere anche una sorta di rimando a qualche melodia ungherese. “Lunar Perception” al contrario, viaggia come un treno nella parte death mentre quella più melodica appare di maniera, quanto un solo meno riuscito degli Iron Maiden. Sono solo due esempi per spiegare la tendenza della band, del resto dichiarata, verso un’evoluzione progressive, che unisca la ferocia e la brutalità del death e del black metal a fasi più dark, più lente e in definitiva più introspettive. Del resto lo hanno fatto un po’ tutti, anche maestri come i Darkthrone hanno virato verso pezzi più lunghi e complessi. Va detto però che questo è un terreno minato, perché se uno è bravo a produrre musica che ti travolge e ti annichilisce, non è detto che abbia lo stesso dono per la melodia e l’autoanalisi. Volere è una cosa, potere è un’altra. In un disco complessivamente soddisfacente, continuiamo a preferire i Rivers Ablaze di “Mirror Trap”, di pezzi che ti entrano nelle viscere senza compromessi né riflessioni.
