Per chi scrive Neal Morse è uno degli ultimi geni del rock melodico, dove quel melodico ingloba prog, FM, pomp, AOR e quello che volete voi, ma so che avete capito. Da quasi quattro decenni il tastierista e cantante americano, prima con gli Spock’s Beard, poi da solista, con una sua band ed altri progetti, non sbaglia un colpo. Possiamo puntargli il dito e dire che è troppo prolifico e qualche volta prolisso, ma alla fine dei giochi, non c’è un solo album che lo vede coinvolto, che si possa definire brutto, anzi la media è decisamente ben oltre la sufficienza, con tante puntate tra buono e ottimo. Il progetto che meglio lo rappresenta è, a mio avviso, la Neal Morse Band, dove il nostro ha l’intelligenza di circondarsi di musicisti e cantanti di talento, che gli permettono una qualità di scrittura ed esecuzione altissima, tra brani bellissimi, arrangiamenti pastosi ed esagerati, come conviene a chi ama l’Opera, la musica sinfonica e il rock progressivo, tutti elementi che traboccano anche in questi tredici nuovi pezzi, per il suo quinto album di studio, che si affianca ad altrettanti live. Non serve fare un viaggio brano per brano, “L.I.F.T.” è l’ennesima gemma di un artista perennemente in stato di grazia, che canta le lodi alla vita e a nostro Signore, che nella stupenda “Reaching” (l’assolo di chitarra clamoroso) gratifica con musica e parole che commuovono. L’intero disco è un’altalena di melodie, di stacchi, passaggi eccessivi, ma irresistibili, con parti vocali incantevoli, cariche di cori alla Styx/Kansas, con l’ago della bilancia vicino al cuore dei Beach Boys. Da “Beginning” a “I Still Belong” a “Carry You Again”, con intarsi acustici, fino alla magniloquenza della conclusiva e lunga “Love All Along”, il viaggio del protagonista del concept, alla ricerca di un significato concreto dell’esistenza, è contorniato di armonia e bellezza. Nonostante sappiamo cosa aspettarci, Neal Morse riesce sempre a sorprenderci. Se amate questo tipo di suoni, questo è un disco che non può mancare nella vostra discografia.
