Non esiste posto al mondo in cui la propria terra è simbolo di conquista, famiglia, tradizione e storie da tramandare come accade negli States.
Se poi la tua band racconta, tramite un roots/country/folk rock, le vicissitudini della sua famiglia e della terra che occupa da generazioni, allora la storia diventa romanzo, una vita raccontata in musica come quella dei Garrett Boys. “It Runs Deep” è il primo album di questo trio proveniente da Overton, nel Tennessee orientale, composto dai due fratelli Garrett, Stephen e Russell e dal figlio del secondo, Carter. Una storia che inizia due secoli fa, quando i Garrett si traferirono nel Tennessee dalla Carolina del Nord, ma potrebbe essere la storia di tante famiglie in ogni parte del mondo.
Prodotto da Ray Kennedy (Steve Earle, Lucinda Williams), l’album è composto da trentacinque minuti di emozioni, grazie ad un mix di country, roots e folk rock di altissima qualità ed emotività. Tra le trame della title track o di canzoni dalla splendida espressività acustica come “Back Home”, “Pond Ridge” e “Me And This Land” si vive tutto l’orgoglio rurale dei Garrett, sapienti cantastorie di vita vissuta ai margini della civiltà moderna, dove il tempo è un dettaglio e si ferma, e anche quando accelera non si perde mai nella pochezza o nella superficialità. Le influenze dichiarate dalla famiglia Garrett sono Rodney Crowell, Hank Williams jr., Steve Earle, per un album che entra di diritto nella mia classifica di fine anno. E siamo solo a Marzo.
