Interessante band italiana che, nonostante la biografia citi prog metal e nomi come Fates Warning, Motörhead, Queensrÿche e primi Dream Theater, io colloco in un limbo di assoluta originalità, dove la pur buona tecnica dei musicisti sposa una scelta sonora particolare, che riporta a certe cose della NWOBHM più oscura, imparentata con idee più complesse, al punto che appaiono a mio avviso spettri di Coroner, Voivod e Rob Zombie. Otto tracce cantate con voce cupa e drammatica, in una sorta di recitazione da film horror, e la citazione non è casuale visto che il trio scrive brani come se fossero ideali colonne sonore di film horror immaginari. La title track, il singolo “Dream On Fire”, “El Degollador”, il riff sincopato di “Knocking On The Coffins”, il cantato in tedesco di “Der Todessoldat”, sono tutti pezzi di un puzzle che conferma l’originalità del trio composta da Francesco Frank Formoso (batteria), Massimo Ratano (chitarra, voce) e Matteo Marzo (basso). Formatisi a Presicce (Lecce) nel 1993 i Borrower dopo il debutto di tre anni dopo, hanno vissuto stagioni alterne, per tornare nel 2018 con l’ep “A Plague Chapter…”, dove l’elemento cinematografico si amplifica con la scelta di indossare maschere e costumi.  Oggi con “Killerdemons” e il supporto di una casa discografica importate come la Argonauta, potrebbero estendere, come meritano, la loro fan base. Bravi e originali!