Originari dell’Arizona, i Teskey debuttano sul mercato con “White Wolf”, primo e convincente lavoro autoprodotto. La giovane band statunitense, che è composta dal leader Brandon Teskey alla chitarra e voce, da Matt Baldwin al basso, da Peter Murphy alle tastiere e da Brandon Gaddy alla batteria, propone un sound che abbina rock, blues (bellissima “Upside Down World”) e rock duro di estrazione settantiana, così come le varie influenze del leader che nomina divinità quali Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Cream, Stevie Ray Vaughan e Rolling Stones quando descrive la musica proposta dal gruppo che porta il suo nome. E, in effetti, “White Wolf” è stato registrato dal vivo in studio, magari perdendo qualcosa in pulizia del suono, ma regalando un approccio “live” che è di fatto l’arma in più di brani come “Under The Sun” o “Don’t Take My Angel”, blues sporco, sanguigno e grezzo il giusto per non fare prigionieri tra gli appassionati di blues rock dal piglio diretto e alternativo. Alternativo perché assolutamente non patinato come molte produzioni odierne, ma legato al passato non solo per le ispirazioni ma pure per un suono che riporta ad un tempo dove tutto era più “vero”. Bellissima la title track, traccia che si discosta dal mood di molti dei brani per un approccio più rock e per certi versi melodico, valorizzato da un lungo solo a metà brano dove il chitarrista lascia viaggiare le sue dita sulla sei corde. Per concludere, ricordo i blues acustici di “Lemon Tree” e “Redemption Blues”, due dei momenti più solari del disco (musicalmente parlando) ma non per questo meno intensi. Debutto molto interessante che consiglio agli appassionati di rock blues sempre a caccia di novità, fatelo vostro non ve ne pentirete, parola di Back In Rock.
