Veterani della scena blues d’oltreoceano, i Namedroppers furono fondati negli anni 80′ dal compianto musicista e produttore Charlie Karp, personaggio che nel suo passato era stato a contatto con Jimi Hendrix e Keith Richards, prima di dare sfogo alla sua voglia di blues con la band da lui formata e che vedeva all’opera musicisti del calibro di Rafe Klein, Ron Rifkin, Scott Spray e Bobby Torello, musicisti che tra gli altri avevano collaborato con Johnny Winter, Edgar Winter, Michael Bolton e The Rascals. La band, dopo la morte di Karp, decise di andare avanti e oggi licenzia il quinto album in studio, un buon lavoro che si rifà alla tradizione blues così come al rock melodico che non dispiacerà a chi ogni mattina accende la radio per ascoltare il suo canale rock preferito. Il nuovo album, intitolato “Cool Blues Shoes”è composto da sette brani originali più le cover di “Killing Floor” di Chester Burnett (di questi tempi un classico ricordato da non pochi illustri colleghi), “That’s The Way May Love Is” di Michael Leslie Jones e “I Cry For You” di Willie Dixon. Ne esce un album vario, dalle atmosfere cangianti che svariano tra generi e sottogeneri, mantenendo un approccio dal feeling molto alto, grazie all’uso dei fiati. La title track, il singolo “Yes I Will”, così come “Keep Pushin”, rock’n’roll ruvido comandato dai tasti d’avorio che non mancano di citare il grande Jerry Lee Lewis, sono i gioiellini di questa raccolta di canzoni che, senza prendersi troppo sul serio, coinvolgono e ci regalano una quarantina di minuti scarsi di rock/blues che citano il passato remoto senza perdere un grammo di energia e feeling.
