Uno delle opere più belle uscite dallo straordinario universo del progressive italiano dei primi anni Settanta torna in questa nuova reinterpretazione, una versione aggiornata del capolavoro licenziato dai The Trip più di mezzo secolo fa. La storia dei The Trip inizia tanti anni fa tra l’Italia e il Regno Unito, con il coinvolgimento di un musicista che è leggenda per ogni appassionato di musica rock, Ritchie Blackmore. Dopo vari cambi di line up, il gruppo che registra “Atlantide” è un trio composto da Joe Vescovi (Hammond, pianoforte e voce), Arvid Andersen (basso e voce) e il giovane Furio Chirico alla batteria. L’album segna il passaggio del gruppo dal rock duro di stampo britannico al progressive, consolidando il nome della band nella scena dell’epoca. Oggi, dopo tanti anni “Atlantide” torna a nuova vita artistica grazie alla nuova band dell’unico superstite della passata line up.
I Furio Chirico’s The Trip portano il nome del grande batterista nostrano (fondatore dei progters Arti&Mestieri e dello storico gruppo), ora in formazione a quattro elementi composta oltre al leader dai bravissimi Paolo “Silver” Silvestri alle tastiere, Hammond e pianoforte, Alessio Trapella al basso e alla voce e Marco Rostagno alle chitarre. Dopo un primo album di inediti intitolato “Equinox” e licenziato tre anni fa, il quartetto ha deciso di tornare ad Atlantide dopo mezzo secolo, mantenendo la struttura originale delle composizioni, valorizzate da una nuova e moderna idea di musica progressiva, aggiungendo parti chitarristiche e lavorando sugli arrangiamenti in modo che il restyling ne esca personale e in linea coi tempi odierni. Un lavoro monumentale che regala al gruppo una nuova giovinezza che si evince anche negli spettacoli dal vivo, assolutamente coinvolgenti. Entrare nel mondo di “Atlantide” vuol dire farsi prendere per mano dai tasti d’avorio, ancora protagonisti ed aiutati da una sezione ritmica potente e precisa ed interventi chitarristici di scuola hard prog. La nuova “Ouverture” apre le porte del mondo sommerso, seguita dalla esplosiva bellezza della title track. Si susseguono senza soluzione di continuità saliscendi tra progressive rock, parti di scuola jazz e quelle magiche sfumature tricolori che nel genere fanno la differenza. Meraviglie sonore di stampo hard rock (“Evoluzione”) sono valorizzate da tagli progressive e da un lavoro in sala che esalta il sound (“Leader”), mentre le emozioni si susseguono grazie a brani come “Analisi”, dove la sei corde regala un solo d’alta scuola. Il DVD che accompagna l’album contiene un documento inedito sulle registrazioni dell’opera nel 1972, a completamento di questa straordinaria uscita, imperdibile per chiunque ami il progressive rock e la musica in generale.
