I Triumph sono in assoluto una delle band della scena hard rock, con predisposizione melodica, più importanti di sempre. L’alchimia creata da questo trio (Rick Emmett, chitarra e voce; Gil Moore (batteria e voce, Mike Levine, basso e tastiere), nato a metà anni ’70 a Toronto e capace, con una decina di album, di conquistare il cuore di tutti gli appassionati è qualcosa di unico. I motivi sono semplici, capacità tecnica elevata e un gusto compositivo capace di unire la forza hard blues dei Led Zeppelin e la classe melodica dei Foreigner, oltre ad un utilizzo perfetto delle voci, con ben due cantanti solisti.

Il loro percorso dagli esordi debitori al rock duro si è spostato negli anni ’80 verso un hard melodico, più radiofonico, ma mai tacciabile di essersi venduto. Per qualche strano motivo – un look semplice? – nonostante il riconoscimento di fan e critica, buone vendite e alcuni singoli epocali, non hanno mai raggiunto la vetta di quella fama capillare che avrebbero tranquillamente meritato. Oggi; a due decenni dalle ultime apparizioni in concerto, arrivate dopo un lungo periodo di silenzio, dopo lo scioglimento del 1993, all’indomani di alcune date di supporto a “Edge Of Excess”, dove il chitarrista Phil X, futuro Bon Jovi, prende il posto del gigante Rick Emmett; il nome Triumph torna a splendere grazie a questo tributo, voluto e gestito dal celebre produttore Mike Clink, che mette in campo numerosi talenti del rock degli ultimi decenni.

Chi mi conosce sa che non amo i tributi, ma se questo album riesce a far conoscere, anche ad un numero esiguo di nuovi ascoltatori i Triumph, la missione è riuscita perché, lo ripeto, siamo al cospetto di una delle più grandi band della storia dell’hard rock melodico. Discutere questa affermazione sono solo chiacchiere da bar o, se preferite, da post bolliti sui social. Inutile quindi fare una recensione, sappiate che tutti gli artisti coinvolti offrono prestazioni incredibili, con la band base puntellata proprio sul chitarrista Phil X, anche se non citare “Magic Power” con Joey Belladonna, Dee Snider sontuoso in “Lay It On The Line” e Jeff Keith dei Tesla sublime con la sua voce roca in “Hold On”, sarebbe delittuoso ma, ripeto, il repertorio è talmente forte che si regge da solo. Naturalmente ogni fan avrebbe voluto ascoltare questa o quella canzone, ma sarebbe stato necessario un album triplo. Per chi ama i Triumph “Magic Power” è un viaggio in una musica che non invecchia, per chi non li conosce consigliamo di approfondire immediatamente e non necessariamente da questo tributo.

TRIUMPH: MAGIC POWER PER SEMPRE!!

Le varie line up che hanno contribuito a “Magic Power”

La scaletta dei pezzi di “Magic Power”

“24 Hours A Day” – Sebastian Bach

“Rock & Roll Machine” – Sebastian Bach

“Magic Power” – Joey Belladonna

“Spellbound” – Mickey Thomas

“Lay It On The Line” – Dee Snider

“Somebody’s Out There” – Lawrence Gowan

“Never Surrender” – Deen Castronovo

“Hold On” – Jeff Keith

“Just One Night” – Jason Scheff

“I Live For The Weekend” – Slash, Dorothy & Tyler Connolly, Nina Strauss

“Fight The Good Fight” – Nancy Wilson

“Follow Your Heart” – Jack Blades

“Allied Forces” – Phil X

“Blinding Light Show” – Envy Of None

“Fight The Good Fight” (encore) – Dino Jelusick