Dopo la data del 18 gennaio al Crazy Bull che ha visto protagonisti J.C. Cinel + Black Pie e nell’ambito della serie di concerti organizzata dalla Black Widow Records nella prima metà del 2025, ecco l’occasione imperdibile di assistere alle performance dal vivo di due orgogli italiani: i G.O.L.E.M. da Piacenza e la Fungus Family da Genova.

Dei primi abbiamo già parlato più volte su Back In Rock, sia recensendo i loro due album, il secondo dei quali uscito nel 2024, sia relazionando circa la presentazione dello stesso lavoro presso la sala prove della band; per quanto riguarda i secondi, solo pochi giorni fa abbiamo dato il doveroso risalto all’appena uscito e bellissimo “La Morte Del Sole”.

Due entità diverse tra loro, ma che hanno in comune alcuni aspetti: la trasversalità che li porta a mixare prog, psichedelia e hard rock, il sapiente uso dell’Hammond e la capacità di rappresentare adeguatamente la loro musica dal vivo.

L’onere/onore di aprire spetta ai G.O.L.E.M. che eseguono tutto il recente Gathering Of The Legendary Elephant Monster, partendo proprio dalla title-track, una suite totale dalle variegate sfaccettature, emblematica per incarnare al meglio lo spirito della band.

Non mi dilungo nella descrizione dei brani per la quale rimando agli articoli già pubblicati sul nostro sito, ma mi soffermo per esaltare l’ulteriore crescita in sede live di un gruppo che ha nelle qualità tecnico/compositive e nell’amalgama le loro doti migliori, con quella propensione a travolgere e, al contempo, a creare momenti ancestrali.

Impatto, classe ed enfasi dettati dalla ricchezza dei suoni dell’accoppiata Paolo “Apollo” Negri ed Emil Quattrini, con organo, synth e piano, supportati dalla potente sezione ritmica costituita dal drummer Francesco Lupi e da Marco Zammati che regala al suo basso anche un’indole solistica e un ruolo da frontman in coabitazione con Marco Vincini vocalist capace di interpretare i brani con drammaticità e talento.

Unica concessione al primo lavoro la splendida “Five obsidians suns”.

Arriva la volta della Fungus Family e per prima cosa devo sottolineare come l’aggiunta “Family” al moniker originario non sia stata solo dovuta alla necessità di differenziarsi da altre band omonime, ma anche alla volontà di rappresentare al meglio il gravitare di svariati musicisti all’interno dell’ensemble, intorno alle figure storiche di Zerothehero (Antonio Barreca) e Dorian Mino Deminstrel, quasi come fosse una “comune” degli anni d’oro.

Quindi, ecco che, oltre, alla già preannunciata presenza al basso di Diego Banchero (Il Segno Del Comando) in sostituzione di Barreca indisposto, hanno suonato Agostino Macor all’organo, Caio alla batteria e Phill Foccis alla solista, tutti e tre presenti nel nuovo album, anche se il chitarrista solo in un brano; ma la sorpresa maggiore è garantita dal sax di Mr. Fin, strumento perfetto per arricchire il già generoso sound della band.

La parte iniziale della performance lascia spazio a “25 grams” tratta da “Better Than Jesus” (2010) e a due brani appartenenti al precedente “The Key Of The Garden” (2019), mentre sorprendono il sassofono e l’assenza delle tastiere, anche se l’organo rimasto sul palco dopo i G.O.L.E.M. fa presagire qualcosa.

Infatti, Agostino Macor subentra non appena il concerto vira sui brani tratti da “La Morte Del Sole” che vengono proposti tutti, dimostrandone l’eccellenza, a partire dall’hard rock di “Destino stabilito”, per poi passare dalla doorsiana “Sei ciò che hai”, dalle oniriche “37 nani da giardino” e “Vento divino”, dalle ruvide “Lasciami dormire” e “Tutto ciò che resta”, dalla travolgente “La cavalcata dell’apocalisse”, dalla dolce “Gabbia di miele” e, infine, concludere con la totalità e la potenza di “La morte del sole”.

Dorian si è confermato grande mattatore con le sue variegate capacità vocali e con una innata indole a tenere il palco col suo istrionismo che condensa amore per Jim Morrison, Ian Anderson e Arthur Brown, suscitando anche un momento di pura commozione al ricordo di Alejandro J.Blissett (Alessandro Vernetti), fondatore e membro storico della band, prematuramente mancato dieci anni fa; ma anche il resto del gruppo dispensa talento a piene mani, del resto il loro background parla da solo.

Si conclude alla grande un concerto entusiasmante che ha suscitato l’ammirazione dei presenti, testimoniando ancor più che la vera musica dal vivo passa anche (e forse soprattutto) da questi palchi.

Complimenti alla Black Widow Records per la perfetta scelta dell’accoppiata, alle band per le loro esibizioni e a La Claque per il suono che ha permesso di godere appieno di tanta qualità.

Aneddoto finale: ad esibizione finita, mentre il pubblico si avvia verso l’uscita o in direzione del banchetto per acquisto dischi e merchandising, parte un forsennato breve assolo di batteria… ci si volta e la testolina bionda del piccolo vichingo batterista (figlio di Dorian) spunta da dietro le pelli e ci dimostra che il rock può e deve avere un futuro… peccato per chi non ha potuto (o non voluto) esserci.

Le foto del concerto pubblicate sono state messe gentilmente a disposizione da Ago Sauro che ringraziamo sentitamente.

G.O.L.E.M.

Band:

Marco Vincini – voce

Paolo “Apollo” Negri – organo e tastiere

Emil Quattrini – synth, piano e tastiere

Marco Zammati – basso

Francesco Lupi – batteria

Tracklist:

Gathering of the legendary elephant monsters

Mechanical evolution

Endless night of reason

Life between the line

Five obsidian suns

Tale of the Oblivion dance

Keeper of the ocean gate

Fungus Family

Band:

Dorian Mino Deminstrel – voce, chitarra ritmica e acustica

Phill Foccis – chitarra solista e cori

Agostino Macor – organo

Mr. Fin – sax

Caio – batteria

Diego Banchero – basso

Tracklist:

25 grams

Becoming to be

Eternal mind

Destino stabilito

Sei ciò che hai

37 nani da giardino

Lasciami dormire

La cavalcata dell’apocalisse

Vento divino

Gabbia di miele

Tutto ciò che resta

La morte del sole