Totale supporto per una band che, da oltre vent’anni, ha percorso le strade meno battute senza mai cedere ai compromessi, continuando a plasmare la musica estrema con coraggio e passione.

I Loculo nascono nel 2003, frutto dell’incontro tra Teo “Deviato Mentale”, Franco “Bulldozer” e Brizio “Osso”. Come un fiume in piena, hanno attraversato cambi di formazione e sfide infinite, ma l’essenza della loro musica è rimasta intatta: potente, sincera, indomabile. Dalle prime incisioni come “Christphobia” e “Thrash or Trash”, passando per album che hanno segnato un’epoca come “Escape from Melody” e “Star Thrash”, i Loculo hanno scolpito il loro nome nell’underground italiano. E ora, nel 2024, tornano a far sentire la loro voce con “Artificial Ignorance”, un’opera che è al contempo un grido di protesta e un inno all’autenticità.

Artificial Ignorance: il parere

“Artificial Ignorance” è una scarica di adrenalina pura, una dichiarazione contro l’abuso delle intelligenze artificiali nella creatività e nella quotidianità. Sin dalle prime note, mi sono sentito catapultare in un vortice di suoni grezzi e visceralmente autentici. In un’epoca dominata dalla perfezione digitale, i Loculo scelgono deliberatamente una registrazione sporca, imperfetta, che esalta l’energia primordiale del loro thrash death devoto ai maestri del genere nazionali e non

Brani come “Surf Nazis Must Die” e “Alcoholic Survivors” esplodono con una furia incontrollata, mentre “Camatti” e “The Thoughtless Man” svelano quella vena ironica che da sempre caratterizza la band, ricordandoci che l’autoironia è un’arma potente contro la banalità. “Artificial Intelligence” e “Digital Holocaust” sono pugni nello stomaco, critiche feroci a una società sempre più alienata e dipendente dalla tecnologia.

Ascoltando questo album, non posso che sentirmi soddisfatto. Grato per avere i Loculo come parte della scena metal genovese e non, per aver condiviso con noi musica che lascia il segno, un faro in un mare di omologazione, un richiamo alla sincerità artistica in un mondo spesso effimero.

La tracklist scorre come un fiume in piena ed ogni brano è un tassello essenziale di un mosaico che rappresenta non solo un album, ma un’esperienza. Non vedo l’ora di assistere nuovamente ai loro concerti, ben conscio che dal vivo sanno sprigionare un’energia ancor più travolgente.

“Artificial Ignorance” non è solo un album; è un marchio di rilievo, un’eredità che i Loculo ci lasciano dopo anni di dedizione e coerenza. Chapeau, dunque, per una band che ha saputo essere sé stessa fino in fondo, senza scendere a patti con nessuno.

Voto: 8/10