Sabato 18 gennaio, JC Cinel e i Black Pie si sono esibiti sul palco del Crazy Bull di Genova Sampierdarena per promuovere i loro album nuovi usciti nel corso del 2024.

Oltre a questo, le due entità sono accomunate dall’aver un’ottima esperienza live, quella di JC maturata su palchi in giro per l’Europa e anche negli States e quella dei Black Pie attraverso le esperienze variegate dei suoi componenti, oltre al fatto di trarre entrambi la linfa vitale per la loro musica dai favolosi anni ‘70.

L’ex cantante dei piacentini Wicked Minds si è presentato con la band che lo ha supportato nel nuovo album Where The River Ends, di cui abbiamo parlato su queste pagine e che sta raccogliendo ottimi consensi.

JC Cinel e band ammaliano il pubblico del Crazy Bull

L’amore per l’hard blues inglese di Free, Bad Company e primi Whitesnake si fonde con la parte della sua anima radicata a Nashville, luogo culto per il rock americano, in cui l’artista ha vissuto e suonato.

Tutto ciò emerge dallo show, dove la voce calda e blueseggiante di JC e i suoi interventi di armonica sono supportati da una band rodata e dotata di tutti gli elementi necessari a esprimerne lo spirito autentico attraverso una sezione ritmica precisa e potente e un’accoppiata di chitarristi efficaci nei riff e ottimi in fase solistica.

Com’e giusto che sia, il nuovo album è al centro dell’attenzione a partire dall’energia di “Thanks god I was alone”, perfetta per scaldare ambiente e pubblico, seguita a ruota dalla rocciosa “Asylum 22”, dal crescendo di “Mindmaze/Red-handed”, dal mid-tempo di “City lights” e dalla classe di “Feel like prisoners” col suo dirompente momento solistico.

Spazio anche a una cover che testimonia la varietà delle sue influenze, infatti, la bellissima “Mary Jane’s last dance” arriva dal repertorio del grande Tom Petty con i suoi Heartbreakers.

La grinta di “How far we shine” anticipa un trittico di brani tratti dal precedente album, “The Light Of A New Sun”: “Nashville nights”, “Wheels of time” e “White soldier” palesano il lato americano del cantante, evocandone le esperienze personali e musicali vissute là.

Il finale spetta all’hard rock di “Which side are you on” che chiude una prestazione appassionata di un’artista che sa esprimere calore attraverso un sound potente, ma, al tempo stesso, raffinato da armonie vocali e arrangiamenti precisi.

Il tempo di sistemare la strumentazione ed è la volta dei Black Pie.

Nonostante la band abbia già suonato dal vivo in diverse occasioni con un repertorio a base di cover, per la serata sceglie di incentrare tutto lo show sul nuovo e primo albumAngels, proponendolo pressoché per intero.

Trattandosi di un lavoro concept, la band completa la sequenza dei brani con intermezzi parlati in cui la splendida ed elegantissima Elena Villa pronuncia frasi attinenti al tema portante.

Il risultato è ottimale perché la fusione tra la bellezza delle canzoni, le capacità tecniche dei singoli e la rappresentazione scelta, genera un mix di grande impatto.

Elena, oltre alla meravigliosa voce e al suo basso pulsante, palesa doti sceniche e interpretative tali da esaltare il contesto rappresentato.

La base hardeggiante dei Black Pie è fortemente contaminata dal funk e da alcuni elementi tipici del progressive e tutto ciò deriva dalle variegate esperienze dei vari membri.

Silvano Bottari garantisce il perfetto completamento alle pretenziose necessità ritmiche, mentre le tastiere di Stefano Genti sono abituate a offrire sostegno al talento chitarristico che Claudio Cinquegrana sparge a piene mani.

Un’intro suggestiva e il primo dei sei intermezzi parlati anticipano la prima accoppiata di brani, la delicata “Off the radar” e la vivace “Kaos night”.

Si susseguono “Little lady bright” col suo afflato prog e l’originale “Borderline”.

In “Your fault”, Elena tocca vertici vocali importanti quanto la bellezza dell’assolo di Claudio, mentre “Welcome toxic” testimonia la loro trasversalità.

“People from the sky”, “From the ashes” e “Blanket ride” dimostrano ancor più le capacità compositive e tecniche prima di chiudere con l’energica “Lift it” e un personalissimo commiato dal pubblico tramite uno speciale “inchino” di gruppo.

I Black Pie salutano e ringraziano il pubblico con il loro personale inchino!

Si chiude così una serata magica che dà inizio a una serie di concerti che Black Widow Records ha organizzato fino a maggio, senza dimenticare, ai primi di agosto, il consueto ProgFest al Porto Antico di Genova.

Tutte le foto pubblicate sono del fotografo genovese Fulvio Cappanera che ringraziamo per avercene concesso l’utilizzo.

JC Cinel:

JC Cinel – voce e armonica

Davide Dabusti – chitarra e cori

Andrea Toninelli – chitarra

Daniele Tosca – basso

Marcello Baio – batteria

Scaletta:

Thanks God I was alone

Asylum 22

Mindmaze/Red-handed

City lights

Feel like prisoners

Mary Jane’s last dance

How far we shine

Nashville nights

Wheels of time

White soldier

Which side are you on

Black Pie:

Elena Villa – voce e basso

Claudio Cinquegrana – chitarra

Silvano Bottari – batteria

Stefano Genti – tastiere

Scaletta:

Intro

Off the radar

Kaos night

Little lady bright

Borderline

Your fault

Welcome toxic

People from the sky

From the ashes

Blanket tide

Lift it