Negli ultimi mesi nei Vision Divine ci sono stati diversi cambiamenti, al punto che per un momento ho perso la bussola. In sintesi sono rientrati in line up il cantante Michele Luppi e il tastierista Oleg Smirnoff, mentre ha gettato la spugna, dopo quasi mezzo secolo di militanza, il chitarrista Federico Puleri. In questo girotondo di nomi, la band, sempre guidata dall’inossidabile chitarrista Olaf Thorsen, ha deciso di pubblicare un mini di sei pezzi, per far testare ai propri fan la solidità e l’entusiasmo di questo nuovo inizio. “A Clockwork Reverie” ci presenta sei pezzi più l’intro “Sator Rotas”. Dei tre inediti quello che più di altri sembra indicare una possibile nuova direzione è “18 (It Feels Like Heaven)”, una ballata con inserti heavy prog, con Luppi che detta una linea vocale ricca di sfumature, “Andromeda” è invece un brano veloce e diretto, dove i protagonisti, soprattutto tastiere e chitarra, si abbandonano a duelli tecnici. I quasi sette minuti della title track con la sua spinta epica, sono un manifesto di ciò che dovrebbe essere l’heavy prog power: velocità, tecnica e melodia, il tutto gestito con una scrittura ben definita. Veramente un gran pezzo. I tre titoli risuonati (“Identities”, “God Is Dead” e “The 25th Hour”), scelti tra le cose migliori del repertorio con Luppi, di fatto mostrano poche varianti, qualche parte vocale modificata e un missaggio, ad opera del sempre affidabile Simone Mularoni, a tratti più pulito. In sintesi questi godibile 34 minuti rappresentano una sorta di ponte tra ieri, oggi e ciò che sarà dei Vision Divine, che non ci appare ancora del tutto chiaro, ma trasmette fiducia. Non ci resta che attendere. Intanto la band sta suonando dal vivo e vale la pena non perdere l’occasione di ascoltare la solidità di questa nuova/vecchia versione della band.

I Vision Divine nel 2026

VISION DIVINE
Michele Luppi – vocals
Olaf Thorsen – guitar
Oleg Smirnoff – keyboards
Andrea Tower Torricini – bass
Matt Peruzzi – drums