A distanza di un anno esatto dall’omonimo esordio che era finito dritto come un fuso nella top 25 del 2025, i finlandesi Mandy Manala pubblicano il loro secondo album, “Something Wicked”, ancora per la nostrana Argonauta Records. Circa i dettagli biografici, rimando alla recensione del primo lavoro (vedi link blù nella prima riga). Le coordinate stilistiche rimangono quelle di un hard rock potente, ma sempre attento alla ricerca di linee melodiche accattivanti, adornando il tutto con atmosfere oscure, talvolta psichedeliche, e palesando influenze settantiane e ottantiane, interpretate con piglio moderno, facendo leva su una capacità compositiva spiccata e sul talento della frontwoman Christa Nedergård. I temi esplorati spaziano tra oscurità, misticismo e desiderio, tradotti perfettamente dal contesto musicale. Tre i singoli che hanno anticipato l’uscita dell’album: due a base di grande hard rock energico e dinamico, “Bloodred chapel of sin” e “Nocturnal Bites”, e il terzo, “Shoebox”, una ballad che da un incipit acustico cresce gradualmente alla ricerca di potenza enfatica. Seguono la ruvidità di “Bridges” che sfocia su lidi lisergici, l’hard mistico di “Psalm 77.7” con un’intro recitata e una costante attitudine rituale, l’indole anthemica del metal di “Underneath the sea” e del mid tempo avvolgente di “Beneath a steel sky”. “The dark passenger Pt.2” è il sequel dell’omonimo brano del lavoro precedente di cui mantiene l’ambientazione dark, prima del finale con la title track che presenta afflati epici e refrain vincente. Era difficile ripetersi sui livelli del primo album, ma i Mandy Manala ci sono riusciti appieno e si confermano una delle migliori realtà odierne in campo hard rock.

Band:
Jonas Snickars – batteria
Kenneth Norrlin – basso
Christa Nedergård – voce
David Granfors – chitarra solista
Joel Vienonen – chitarra ritmica
Tracce:
- Bloodred chapel of sin
- Nocturnal bites
- Bridges
- Shoebox
- Psalm 77:7
- Underneath the sea
- Beneath a steel sky
- The dark passenger Pt.2
- Something wicked