Ricordo ancora quando ascoltai “Silent All These Years” per la prima volta: fu immediato amore. Tori Amos è arrivata al suo diciottesimo album e la sua carriera ha avuto un andamento altalenante al quale lei non ha mai badato. Le sue canzoni, la sua musica raccontanto la sua vita, sono il suo viatico e le sue confidenti. Se devo pensare ad un esempio più lampante in cui un’artista si fonde con la sua musica sceglierei lei.
Pensate al coraggio dimostratonnel cantare “Me And A Gun” in cui l’ispirazione è lo stupro subito; pensate solo al fatto che quella canzone così personale e dolorosa sarebbe stata condivisa con migliaia di persona e cantata concerto dopo concerto… Tori non ha mai avuto esitazioni: i suoi dischi sono la sua vita, le sue emozioni, il suo mezzo per superare e comprendere quello che la vita gli ha offerto e tolto.
Questo disco più di ogni altro è incentrato su di lei: la cantante, la madre, la donna che si trova a fronteggiare i mutamenti del suo corpo e della sua voce con gli anni che avanzano, ed il mondo che la circonda e nel quale sempre più non si riconosce. È un disco cupo e crepuscolare, attuale per i suoi riferimenti al presente – “Ode To Minnesota” – ed i momenti di dubbio: “Un tempo ero Bella ed ora sono forse la Bestia?”. Tori prende ispirazione dalle sue incertezze dalle domande che quest’ultime pongono dando così inizio alla ricerca delle risposte. Le sue canzoni parloano di questo citando ora Santa Teresa di Avila ora una strega omosessuale di Brooklyn ritrovata in una cittadina di provincia. La prima parte del disco è un susseguirsi quasi cinematografico di incontri e visioni, metafore in musica e improvvisi lampi di realtà ancor più spaventosi delle leggende narrate.
Poi arriva “Strawberry Moon” scritta e cantata con la figlia, in cui denuncia il suo essersi persa completamente: è una nenia pagana che anticipa “Song Of Sorrow”, la canzone della tristezza, del vuoto, dell’annullamento e della riscoperta di se stessa, di una nuova Tori. Il disco da questo punto è come se ripartisse con nuova forza ed energia. “Blue Lotus”, “Stronger Together” e la finale “23 Peaks” sono un trittico che pochi altri potevano concepire. Le atmosfere rarefatte del primo pezzo, che sembra trarre ispirazione dalla Cornovaglia, la serenità riconquistata cantata con la figlia nel secondo e la preghiera pagana che chiude il disco ci riconsegnano l’artista che 35 anni fa con la sua voce ed il suo pianoforte ci fece sognare ed oggi, ci fa riflettere sognando.

Traxk list:
- Shush
- In Times Of Dragons
- Provincetown
- St. Teresa
- Gasoline Girls
- Ode to Minnesota
- Fanny Faudrey
- Veins
- Strawberry Moon
- Song Of Sorrow
- Flood
- Pyrite
- Tempest
- Angelshark
- Blue Lotus
- Stronger Together
- 23 Peaks