Selwyn Birchwood è un cantante e chitarrista originario della Florida, con una manciata di album che lo hanno portato all’attenzione degli addetti ai lavori d’oltreoceano per un’innata predisposizione al funky e al blues, sempre un metro sopra ad ogni catena che possa imprigionare la sua musica in un unico genere. Il nuovo album, intitolato “Electric Swamp Fuchin’ Blues”, conferma la sua totale libertà espressiva raccontata in dieci nuovi brani.
Della partita fanno parte, oltre a Birchwood alla voce, chitarra e lap steel, Regi Oliver ai fiati, Donald “Huff” Wright al basso, Henry Connor III alle percussioni, John Hetherington alle tastiere, Eli Bishop al violino, viola e violoncello e Briana Lutzi e Taylor Opie ai cori. Con un songwriting e un approccio che tanto deve a George Clinton, l’album vive di momenti dove l’anima hendrixiana si impossessa della chitarra del nostro per regalare solos di forte impatto emotivo, figli del blues, potenti e di forte spessore. Il funky è il genere che comanda le operazioni, caldo e sanguigno il giusto per non fare prigionieri grazie a brani come la title track, la bollente “All Of The Algorithm”, l’irresistibile “Should’ve Never Gotten Out Of Bad”, con una sempre presente sei corde che, da regina indiscussa del disco, sciorina riff e solos da infarto. Il blues suo compagno inseparabile ha il momento di gloria grazie ad una “What I’ve Been Accused Of” che strappa anime per regalarle al diavolo in un polveroso crocicchio. L’album non ha un momento di stanca e prende la vostra anima e la imprigiona buttando via la chiave, grande ritorno e applausi a scena aperta.
