Originario del Texas, Austin Meade è uno di quei cantautori e musicisti della scena rock statunitense che da un momento all’altro potrebbe fare il botto, seguendo la scia di artisti famosissimi come Kid Rock, anche se la musica del nostro è ancora qualche passo indietro a livello di mainstream. Il feeling radiofonico dei suoi brani racchiusi in quattro full length, compreso quest’ultimo, non manca di piacere ad un pubblico che, oltre alle storie di periferia e frontiera, vuole non solo la poesia portata dalle ispirazioni country, ma quel piglio alternative rock che riempie i palinsesti delle radio ancora oggi. Austin Meade si affaccia sul mercato discografico nel 2019 con il debutto intitolato “Waves”, seguito da “Black Sheep” due anni dopo ed arrivando così al disco precedente, l’ottimo “Abstract Art Of A Unstable Mind” licenziato nel 2022 e vedeva il nostro impegnato in un ambizioso lavoro, aiutato in due brani da Tyler Bryant e Caleb Crosby dei Tayler Bryant & The Shakedown. Il nuovo album, composto da dieci brani, continua il percorso intrapreso da Meade, con il sound che si poggia tanto sulle tradizionali atmosfere country, quanto quel tocco più incisivo che è marchio di fabbrica del musicista texano. Appassionato di metal e hard rock, Meade non si lascia scappare l’occasione di ricordarci il suo background, eredità del padre rocker. La novità però è che l’album non disdegna passaggi al limite del pop rock e, più che in passato, guarda proprio al lato più mainstream del connubio country/alt/metal/rock, con canzoni costruite per entrare al primo ascolto nella testa degli ascoltatori. Da quest’ultima considerazione si parte per inquadrare al meglio il sound di brani come la title track “Bottle You Up”, “Civil War” o “Honey Do Ya”, classico pezzone pop/punk da party nelle serate alcoliche nei college in giro per gli States. Un album carino, da ascoltare senza troppe aspettative ma che regala a tratti melodie ed energia di grande presa, promosso.
