Era già successo a gennaio 2025 con l’ultimo album degli Avatarium (clicca sul link blu) e si ripete ora con l’uscita di “Panorama” dei fantastici Hällas, ossia trovarmi di fronte a un lavoro che si garantisce già subito il posto nella top 25 di fine anno. Avevamo già parlato di questo combo svedese, proveniente da Jönköping, in occasione del terzo album in studio “Isle Of Wisdom” (2022) e del live “The Hällas Saga / Live at Cirkus” (2023) (clicca sui link blu), cui rimando per altri dettagli biografici; ora eccoci qui alle prese con quello che ha tutte le caratteristiche per imporsi come il loro capolavoro. Ottimi i riscontri ottenuti finora, tanto da portarli a esibirsi in molte date sia in America Latina sia in USA e Canada, senza contare la nomina ad un Grammy in Svezia. Alle molteplici influenze di Uriah Heep, Wishbone Ash, Ashbury, Saracen, Warlord, Genesis, Marillion, Kansas, Heavy Load,… si aggiunge una ispirazione totale in sede compositiva che trova subito il modo di palesarsi con la suite iniziale “Above the continuum” che, nei suoi oltre ventun minuti di pura libidine progressiva, esprime un naturale fluire di momenti variegati e coinvolgenti: spunti elettronici, afflati gitani, sinfonismi maestosi conditi da archi e fiati, momenti da colonna sonora, duelli tra le due soliste, synth e tastiere debordanti, linee vocali splendide, spruzzate heavy, una costante indole epica… il tutto senza annoiare nemmeno per un centesimo di secondo. Dopo tanta magniloquenza ci sta un momento di maggior semplicità con il primo singolo, “Face of an Angel”, frutto proibito generato dal flirt tra la ricercatezza del prog e l’urgenza di arrivare dell’AOR, in pratica un pomp rock d’autore per amanti di Kansas, primi Styx e Magnum, con un refrain che conquista. “The emissary”, secondo brano reso disponibile prima della pubblicazione ufficiale dell’album, parte dall’idea del precedente, ma lo arricchisce di ruvidità e l’equilibrio si sposta verso il progressive, mentre le parti corali mi ricordano i conterranei Heavy Load. Le note del pianoforte e la voce che rimanda a Fish (quindi a Gabriel) sono protagoniste nella parte iniziale di “Bestiaus”, brano che delinea melodie ammalianti e, al contempo, drammatiche, in attesa di un finale inquietante. L’incipit di “At the summit” esplora ambienti bucolici sorretti dall’acustica, prima che il brano esploda con un hard prog di livelli altissimi che denota amore per gli Uriah Heep più barocchi. Un gran finale per un album stupendo che conferma gli Hällas come uno tra i massimi esponenti di quell’adventure rock in cui epicità e fantasy si esprimono liberi da schemi e da pacchianerie di bassa lega. Imprescindibili.

Hällas:

Tommy Alexandersson – voce e basso

Richard Swahn – chitarre

Marcus Petersson – chitarre

Nicklas Malmqvist – tastiere

Kasper Eiksson – batteria

Tracce:

  1. Above the continuum
  2. Face of an angel
  3. The emissary
  4. Bestiaus
  5. At the summit