Wucan, una delle migliori band dell’ultimo decennio; hanno all’attivo un ep, quattro album e un live e abbiamo già parlato più volte di loro, recentemente col nuovo “Axioms”” che abbiamo avuto la possibilità di ascoltare in anteprima, visto che uscirà il 29 agosto.
Ecco ora l’occasione di scambiare due chiacchiere con Francis Tobolsky, la loro talentuosa e carismatica frontwoman.
Come vediamo dalle sue parole la sua forte personalità non emerge solo quando canta e suona.
Partiamo dalle origini. Voi arrivate da Dresda, nella Germania orientale. Com’è che vi siete avvicinati alla musica, ma, soprattutto, a questo genere? Com’è stato farlo nella vostra città?
Sono cresciuta a Chemnitz, in una famiglia per niente incline alla musica. Fin da piccola sapevo di voler diventare una musicista, ma i miei gusti musicali sono cambiati crescendo. Credo che il mio primo album su cd sia stato “18” di Moby, regalo per il mio decimo compleanno.
In qualche modo, nel 2006, mi sono avvicinata al rock e poco dopo mi sono appassionata al Krautrock e a gruppi come i Led Zeppelin e altri.
Tuttavia, sapevo che non avrei potuto davvero fondare una band a Chemnitz, dato che conoscevo già tutti nella scena metal classico, che all’epoca era molto viva e vegeta. Così, quando iniziai gli studi universitari, decisi di andare a Dresda e cercare una band lì. E così feci.
Siete piuttosto giovani e molte delle vostre principali influenze arrivano dai seventies, cosa vi ha attratto verso quel periodo musicale?
Passione, produzione e buona scrittura delle canzoni.
Qual è il background musicale di ognuno di voi e quali sono le vostre principali influenze nel rock tedesco e in quello internazionale?
Siamo tutti cresciuti con un miscuglio di influenze musicali.
Probabilmente troppe grandi band da menzionare, davvero, ma, come puoi sentire, abbiamo influenze heavy metal, pezzi disco, un pizzico di funk e anche qualche influsso Kraut.
Ci sono gruppi o artisti italiani di adesso o del passato che ti piacciono?
L’Italia aveva e ha ancora una vivace scena prog rock, spesso trascurata rispetto a quella internazionale. Peccato, perché tra queste c’erano davvero delle perle. Tra le band di oggi vorremmo menzionare Giöbia, Ramrod, anche se non sono più in attività (purtropo!!! nda) e scommetto che ce ne sono alcune che sto dimenticando in questo momento. Si fanno un sacco di amicizie fantastiche in tour.
Nota a margine: adoriamo la disco e quella italiana è di una classe a sé stante.
Avete una discografia di quattro album, un ep e un live, tutti di alto livello, con una costante crescita della qualità del songwriting. Come avviene la programmazione di un vostro lavoro? Partite da un’idea di uno di voi e poi ci lavorate tutti insieme, oppure l’elaborazione dei brani segue altri percorsi?
Grazie! La crescita è il nostro obiettivo principale. Per questo album abbiamo dovuto lavorare in modo un po’ diverso, concentrandoci maggiormente sul mio lavoro da solista come preparazione per le sessioni in sala prove. Usiamo il tempo nella nostra saletta come ritrovo e sessioni di scrittura. Quindi è stato molto utile non solo smanettare, ma lavorare effettivamente sulle idee che ho sviluppato nel mio studio di casa. Ma non è stato così per ogni canzone. A volte Tim, Alex o Phil propongono idee su cui vogliono lavorare e poi costruiamo qualcosa a partire da ciò che viene loro in mente.

Cosa pensi della scena musicale attuale? Come vedi i Wucan al suo interno?
Come rock band stiamo vivendo un cambiamento nel gusto musicale generale e nelle abitudini di ascolto, così come nella scena concertistica. Tuttavia, siamo molto grati di farne ancora parte. Abbiamo visto band nascere e morire nel corso degli ultimi undici anni e ci vuole molto sacrificio per continuare a fare musica.
Creativamente parlando, non so davvero dove collocarci; come ho detto, siamo semplicemente felici di avere un seguito e una fanbase molto fedele che supporta ogni nostra mossa e rende possibile ogni album, ogni concerto.
Il nuovo album è vario, come al solito, ma ci sono almeno tre brani molto diversi dal vostro passato: “KTNSAX”, “Wicked, sick and twisted” e la title track; puoi parlarci di loro?
Davvero? “Wicked…”? Interessante. Secondo me è un classico pezzo disco dei Wucan. Abbiamo iniziato ad aggiungere piccoli elementi disco nel 2015 con canzoni come “Looking in the past” e molto probabilmente continueremo a farlo. È nel nostro DNA.
Inoltre, “Axioms” è molto Wucan. È uno di quei tipi di canzoni che mancavano in “Heretic Tongues”, se me lo chiedete. In passato avevamo canzoni come “Big red bun”, “Looking in the past”, “Ebb and flute” che potrebbero prefigurare “Axioms”. Sono contento che abbiamo inserito un brano piuttosto malinconico in questo album.
Comunque, “KTNSAX” è un pezzo che mi ha colpito personalmente. I ragazzi hanno dovuto davvero convincermi a inserirlo nell’album. All’inizio ero molto scettica, ma loro ci credevano davvero e io mi sono fidata di loro… a ragione direi!
Quali sono i vostri “assiomi”?
“Fai ciò che ti rende felice”, immagino, altrimenti, saremmo finiti a fare musica diversa.
Negli ultimi due decenni è cresciuto tantissimo il numero di band (metal, hard rock, prog,…) con voci femminili; quelle che preferisco siete tu e Jennie-Ann Smith degli Avatarium; cosa ne pensi e quali sono le tue preferenze?
Grazie mille! Molto lusinghiero da parte tua!
Personalmente penso che le donne abbiano sempre fatto parte del rock and roll, in un modo o nell’altro. Ma oggigiorno il “rock con voce femminile” (un termine che detesto!!!) viene usato come espediente di marketing e danneggia noi donne nella musica più di quanto ci avvantaggi.
La musica viene sempre prima di tutto.
I testi del nuovo album sono spesso riferiti ad aspetti della realtà attuale; voi venite da una zona che fu confine tra due mondi, quello occidentale e quello sovietico nella guerra fredda; adesso, a circa trentacinque anni di distanza, abbiamo due guerre in corso molto vicine a noi, cosa pensate di questa situazione? È argomento di vostre canzoni?
La divisione e le malefatte dell’Occidente sono ancora percepibili nella generazione dei miei genitori e dei miei nonni e hanno avuto conseguenze devastanti per la popolazione della Germania dell’Est in termini di mentalità, che a sua volta ha avuto ripercussioni sul dibattito politico e sociale. È su questo che mi concentro principalmente.
Abbiamo molti amici dell’Ukraina e, a dire il vero, essendo stati sotto il controllo del “Grande Fratello” per quaranta anni, proviamo grande simpatia per i nostri fratelli e sorelle ucraini.
In ognuno dei vostri album inserite sempre almeno un brano in Tedesco. Cosa mi dici a riguardo di ciò?
Siamo cresciuti credendo che i gruppi inglesi e americani fossero intrinsecamente migliori delle band rock tedesche (o di altri paesi, se è per questo), ed era una cosa che volevamo mettere in discussione. Solo quando ho scoperto Renft, Ostrock e il Krautrock ho capito quanto male noi tedeschi trattiamo i nostri artisti e Wucan cerca di rendere loro omaggio. Chi altri lo dovrebbe fare, se non i giovani?
Vi ho già visto tre volte dal vivo, vostra dimensione naturale. In base alle vostre esperienze, che differenze avete notato tra l’Italia e gli altri paesi europei dove avete suonato? Avete in programma date in Italia a supporto di “Axioms”?
Per noi suonare davanti ai fan è appagante ovunque. Torneremo sicuramente nel paese più bello del mondo.
Quali sono le vostre aspettative in merito al nuovo album e avete già dei progetti futuri?
Il nuovo album è stato un vero turbine: speriamo davvero che la gente capisca il nostro messaggio e le cose che ci emozionano. Detto questo: tornerò al tavolo da disegno non appena l’estate sarà finita. Non vedo l’ora di scoprire quali nuove canzoni riuscirò a tirar fuori dalla mia testa.
