I Kryuhm sono di Verona e nascono come trio nel 1999 con Daniele “Ozzy” Laurenti (voce e chitarra), Daniele Sinico (Basso) e Fiorenzo Brusaferro (batteria), seguendo l’ispirazione dei Black Sabbath e del metal classico e registrando una demo omonima nel 2000.
Problemi di formazione ostacolano l’attività della band fino al 2009, anno in cui l’ingresso al basso di Rossella Berton (grande fotografa, regina del bianco e nero) consente di potersi proporre dal vivo in diversi eventi al fianco di ottime realtà italiane e non (Dark Quarterer, Black Oath, Crimson Dawn, Epitaph, Solstice,…), finché altre difficoltà nella line-op costringono a un ulteriore stop.
Finalmente, nel 2021 la perseveranza di Daniele Laurenti permette di ricostituire una formazione stabile con Andrea Fracca (chitarra), Francesco Sterzi (basso) e Luca Lucchini (batteria), che esordisce discograficamente con “Only In My Mind”, pubblicato da Black Widow Records e caratterizzato da un metal classico che flirta col doom.
Da qui riprende l’attività live, che si estrinseca anche con l’organizzazione di tre festival che si ripetono annualmente (Kryuhm Fest., Prophets of Doom e Samhain La Notte Esoterica), cui partecipano svariate band italiane e dai quali emerge la figura di Daniele Laurenti, sempre molto entusiasta, attivo e propositivo per creare le situazioni migliori possibili anche (e soprattutto) per altre band, dimostrando un’indole di fratellanza musicale che se fosse più comune sarebbe una gran cosa.
La fuoriuscita di Lucchini nel 2023 non ferma l’attività del gruppo che lo sostituisce con Tino Fracca e, contestualmente, introduce nella line-up anche le tastiere di Giampi Tomezzoli e produce un 7” flexidisc, sempre per BWR, contenente un tributo al mitico Paul Chain, cioè una reintepretazione coraggiosa della sua “Welcome to my hell”.
Il 2025 è l’anno di “Demoni”, il nuovo album che costituisce il primo capitolo di un progetto che prevede anche la seconda parte cui stanno già lavorando.
Siamo di fronte a un concept incentrato sulla figura dei demoni fotografati e descritti nelle loro varie accezioni: interiori, biblici, tratti dal folklore dei propri territori, in particolare attingendo dai racconti del filò tramandati nelle stalle venete.
Rispetto al precedente, il sound viene arricchito da elementi tipici del dark sound, della psichedelia e del prog, oltre che dalla presenza di svariati ospiti.
I primi due brani, “Ogni verbo è diceria” e “Inside the mirror”, sono stati scritti entrambi da Flavio Domenico Porrati (The Magik Way): il primo è una breve intro recitata dalla voce narrante dello stesso autore; il secondo presenta un heavy doom cui l’organo attribuisce una solennità che viene ancor più aumentata nel finale da un momento declamatorio, senza trascurare un ottimo assolo.
Rossella Berton copartecipa con Daniele alla scrittura de “La casa tra i rovi” che abbraccia un doom più tradizionale, infarcito da splendidi interventi della solista e impreziosito dal clarinetto di Vittorio Sabelli che sprigiona un’aurea magica e… prog.
Il pianoforte accompagna il testo (ancora di Flavio Domenico Porrati) recitato da Sandra Silver nella breve “Silente”, dove compare ancora Sabelli.
La già citata “Welcome to my hell” viene qui presentata in versione estesa rispetto al 7”, con una reinterpretazione lirica dal testo multilingue in Inglese, Italiano, Francese, cambi di tempo, riff e assoli che precedono la parte finale che, accompagnata dal piano, consente a vari ospiti di dare il loro “benvenuto infernale”, tra cui quello in Latino del compianto Mario “The Black” Di Donato.
“El ceson di Carpanea” e “I’m not a monster”, entrambe di otto minuti circa, sono un’accoppiata che esterna l’anima prog della band: la prima con le tastiere che già da subito imperlano l’incedere doom che gradualmente rallenta e poi cambia ancora ritmo su cui le soliste ispirate si alternano, mentre la voce di Daniele è accompagnata anche dai cori di John Goldfinch de L’Impero Delle Ombre; la seconda è caratterizzata da un doom cadenzato ed evocativo da cui emergono l’organo maestoso in pieno italian dark sound, momenti in cui la parte vocale si completa con le backing vocals di Joe Fe (Cultus Sanguine) e un finale che fluisce libero e travolgente.
“The night” è un omaggio ai concittadini Epitaph, storica doom band con cui condividono il tastierista Giampi Tomezzoli, con una versione molto heavy in cui compare Mauro Tollini batterista e fondatore degli stessi.
La versione in cd prevede una bonus track, “Samhain”, brano solenne e oscuro come da tradizione del dark italiano con un testo scritto da Daniele Donini e recitato dalla voce di Wanita Bayagan, mentre un organo maestoso pennella tutto di nero.
“Demoni” è un album sorprendente, decisamente più ricco e maturo di quanto non fosse il precedente e va ascoltato con attenzione… in attesa del secondo capitolo.

Band:
Daniele Laurenti – chitarra e voce
Andrea Fracca – chitarra
Francesco Sterzi – basso
Tino Fracca – batteria
Giampi Tomezzoli – tastiera, seconda voce su 8
Guests:
Flavio Domenico Porrati – voce narrante su 1
Vittorio Sabelli – clarinetto su 3, 4 e su 7
Sandra Silver – voce narrante su 4
John Goldfinch – seconda voce su 6 e voce ospite su 5
Mario Tollini – batteria su 8
Joe Fe – seconda voce su 7
Wanita Bayagan – voce narrante su 9
Claudio Cesari, G.B. e Massimo Malachina, Flavio Domenico Porrati, Luca Lucchini, David Krjeg, Samael Von Martin, Antonio Polidori e Mario “The Black” Di Donato: voci ospiti su 5
Tracklist:
- Ogni verbo è diceria
- Inside the mirror
- La casa tra i rovi
- Silente
- Welcome to my hell
- El ceson di Carpanea
- I’m not a monster
- The night
- Samhain (presente solo sulla versione cd)