È curioso come una band di nome Epitaph, dal significato “conclusivo”, rappresenti in pieno la vitalità dell’ondata doom e dark attuale nell’ambito della scena italiana e non..

Stiamo parlando comunque di leggenda, poiché la band nasce dalle ceneri di un mito del dark sound nostrano, i Black Hole, autori del sempiterno “Land of Mystery” (1985); Mauro Tollini e Nicola Murari, provenienti da questi ultimi, fanno scoccare la scintilla e, dopo una breve parentesi come Sacrilege, nel 1988 formano gli Epitaph e danno vita ad anni di attività che si concretizzano con alcuni demo e diversi eventi live in Italia e non.

Dopo diversi tentativi di rinascita, nel 2014 la formazione si stabilizza e, finalmente, esce il primo album “Crawling Out Of The Crypt”, che permetterà alla band di effettuare un tour europeo, cosa che accadrà anche nel 2016 a seguito della pubblicazione del secondo lavoro “Claws”.

Nel 2020 entra nelle file degli Epitaph il cantante Ricky Dal Pane, già leader dei grandissimi hard progster romagnoli “Witchwood, autori di alcuni album meravigliosi; inoltre, la formazione si arricchisce anche di Giampi Tomezzoli, già voce nei primi demo, ora nelle vesti di tastierista.

L’ambito in cui si muove il gruppo è quello di un doom che si abbevera tanto alla scuola classica americana di Pentagram, Saint Vitus, Obsessed e Trouble, quanto a quella più epica di matrice svedese che fa capo ai Candlemass.

Dopo l’assaggio sul tributo ai Blue Õyster Cult, The Dark Side Of The Cult, con il brano “Wings wetted down”, la nuova formazione esordisce sulla lunga distanza col nuovo “Path To Oblivion”, album molto ambizioso con cui la band vuole consolidare il suo culto.

La strada per il sentiero verso Oblivion viene indicata dalla title track, un intro che ben ci introduce nel mondo Epitaph e predispone al dinamismo oscuro di “”Embraced by worms”, su cui Dal Pane dimostra di sapersi destreggiare alla grande anche con i toni più salmodianti tipici del genere.

Il tasso di drammaticità aumenta con “Condemned to flesh”, mentre la successiva “Nameless demon” seduce con l’alternarsi tra momenti epici e spazi psichedelici.

La breve e solenne “Reborn in blasphemy” concede un poco di tranquillità in vista della maestosità epica di “Voices behind the wall”.

La qualità espressa finora potrebbe essere sufficiente per dichiararsi ampiamente soddisfatti, ma il finale offerto dagli ultimi due brani è di quelli da urlo.

Le campane a morto e il gracchiare dei corvi sono il biglietto da visita di “Kingdom of slumber”, brano fascinoso, teatrale e superlativo nella sua oscurità ossianica, mentre “Fall from grace” è un favoloso condensato di doom da manuale, con tanto di splendido assolo e divagazione lisergica, che va a chiudere un ottimo album, confermando valore e fama della band.

Band:

Mauro Tollini – batteria

Nicola Murari – basso

Lorenzo Loatelli – chitarra

Ricky Dal Pane – voce

Giampi Tomezzoli – Tastiere

Tracks:

  1. Path to Oblivion
  2. Embraced by worms
  3. Condemned to flesh
  4. Nameless demon
  5. She’s reborn in blasphemy
  6. Voices behind the wall
  7. Kingdom of slumber
  8. Fall from grace