Expiatoria “Shadows – Live” (Autoproduzione, 2024)

La decisione di dare nuova vita al loro debutto ufficiale “Shadows di un paio di anni fa, i genovesi Expiatoria devono averla presa per offrire ciò che sono attualmente, visti cambi di line up rispetto all’album, soprattutto nel ruolo del cantante, ora affidato a AngeleX (al posto di David Krieg). In ogni caso la decisione di pubblicare questo live solo su cassetta (e digitale su bandcamp), mi mette in condizione di trasmettervi tutta la mia ammirazione per questo combo che ha nelle vene una passione viscerale per il doom e i suoni tenebrosi. Rispetto al disco i brani sono posizionati in modo differente, cioè come vengono eseguiti in concerto e l’atmosfera è realmente teatrale e maligna, così come l’ho percepita quando li ho visti sul palco lo scorso anno. Il nastro offre in più un ‘Outro’ e un pezzo meravigliosamente drammatico, intitolato semplicemente ‘Bonus Track’, con cui si chiude lo spettacolo. Un solo suggerimento: se capitano dalle vostre parti non perdeteveli. Sarete avvolti dal buio, proprio come cantano in uno dei loro pezzi più belli, “When Darkness Falls”. Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ExpiatoriA

Burning Black “Resilience Of A Broken Heart” (Punishment 18, 2024)

Se avete nostalgia del power metal americano degli anni ’80, ma contaminato con sonorità più moderne con qualche spruzzata thrash e il tutto spinto da un’ottima tecnica, prendetevi del tempo ed ascoltate questo quarto album dei trevigiani Burning Black. Dieci brani spettacolari, scritti e suonati con gli attributi, sostenuti da un suono massiccio e tagliente guadagnato nei Finnvox Studios di Mika Jussila (un fuoriclasse del mixer, noto anche come fotografo professionista), anche se, nessuno si offenda, il motivo per cui i Burning Black hanno una caratura internazionale risiede nell’ugola spacca montagne di Dan Ainlay (Massimo De Nardi), un cantante che fa letteralmente la differenza e che mi ricorda Terence Holler (ex Eldritch). Naturalmente funziona tutto, le chitarre volano e si dilettano in riff ed assoli notevoli, la ritmica non concede pause, e tutto va nella giusta direzione. E non potrebbe essere altrimenti, altrimenti “Resilience Of A Broken Heart” non poteve assere quello che in realtà è: un macigno di grande heavy metal classico in chiave moderna. Disco imperdibile per chi dice di amare il metal. Pagina Facebook: https://www.facebook.com/burningblackofficial

The Healing Process “Theme And Variations” (autoproduzione, 2024)

A due anni dal debutto “Locked Inside Yourself”, torna questo duo formato da Carlo Braccio (chitarra, basso, voce) e Enrico Meloni (batteria), che si diletta in un thrash metal tecnico, che avrebbe nel cuore e nella mente nomi come i Metallica di mezzo, Death Angel e in qualche punto più coraggioso, persino evoluzioni vicine agli Atheist. Naturalmente il tutto è gestito in modo artigianale, quindi registrazione e produzione, non valorizzano fino in fondo la qualità dei brani. Ma è proprio questa idea di indipendenza, rafforzata dal pubblicare lalbum in digitale e su cd solo du bandcamp, che ce li fa ammirare di più. Una tenacia che appare anche nelle nove tracce, che di fatto sembrano essere un unico sviluppo, con testi anche in italiano dove ambiente, corruzione e sudditanza mediatica sono al centro dei temi. In “Interludio” c’è un assolo di chitarra spiazzante, opera dell’ospite Paulius Navickas, dei lituani Phrenetix. Anche se il mio brano preferito è “Blepharostat”, di cui esiste anche un videoclip du YouTube, forse unica concessione del gruppo . In un mondo omologato esiste ancora il motto “Do it yourself”, parola dei The Healing Process. Pagina Bandcamp: https://thehealingprocess.bandcamp.com/album/theme-and-variations

Braveride “… Of Heroes And Innerfire” (Heaten Tribes, 2019)

In attesa del nuovo album annunciato tra non molto, recuperiamo questo esordio dei greci/macedoni Braveride, che arriva dopo due lavori usciti su Record Label. Lo stile è, come loro stessi dicono, un metal epico con elementi sinfonici e power, con i Manowar nel cuore. Ma se volete un mio parere, faccio un azzardo e vi dico di immaginare i Warlord più veloci e con tracce sinfoniche, dove chitarre e tastiere si incrociano che è un piacere. L’album, un concept mono tematico come da tradizione, è assolutamente godibile, pur con tutti i suoi meravigliosi clichè e “The Sekker” con parti vocali liriche maschili e femminili è un piccolo capolavoro. Voci certe dicono che è in arrivo un grande album. E noi di BackInrRock saremo pronti a parlarvene. Intanto (ri)gustatevi questo “… Of Heroes And Innerfire”. Keep the faith!

Breve bio: gruppo greco/macedone formato da Marios Christakis chitarrista polistrumentista, influenzato da Warlord, Blind Guardian e Rhapsody of Fire, si evolvono fino al 2019 con “…of Heroes and innerfire” dando alla luce un interessante album su etichetta Heathen Tribes. Sfortunatamente il disco si avvale di un mixaggio che penalizza, il suono epico dei singoli brani. Da notare che alla batteria c’è Kostas Milonas attualmente in forza ai Sunburst (in tour con Firewind e Masterplan). Il nuovo album è alle porte.

Pagina Instagram: https://www.instagram.com/braveride.band