Tornano i canadesi Nickelback, per molti anni sovrani del cosiddetto post grunge, almeno in termini di successo. Sono lontani i tempi di “How You Remind Me”, singolo che ebbe un successo mondiale portandoli sulle copertine delle riviste musicali e non solo, trasformandoli nell’ennesima gallina dalle uova d’oro e il cantante e chitarrista Chad Kroeger in un idolo del rock di quegli anni.Si tornò a parlare (anche se con le dovute differenze rispetto alla leggendaria scena di Seattle) di grunge, uno dei generi più amati e odiati della nostra musica preferita. Il gruppo canadese non ha mai smesso di fare musica, anche se ridimensionato dagli anni che passano e da un’onda che, come spesso capita, si è infranta contro la spietata legge del mainstream. Oggi i Nickelback tornano con un nuovo album, l’undicesimo di una carriera che non si è fermata rilasciando lavori a scadenza più o meno regolare, tra i tanti tour che hanno mantenuto la band in forma fino ad oggi dopo trent’anni di carriera. E il nuovo album intitolato “Everything Under The Sun” conferma come il quartetto e la sua musica, possa piacere o meno, sono un’eredità del secolo scorso di cui andare fieri, almeno per chi ha vissuto gli anni novanta e i primissimi anni del nuovo millennio e conosce il fermento e la voglia di rock che esplodeva dalle radio e dalle tv. Ma come suona davvero l’ultimo album dei Nickelback? Esattamente come ve lo aspettereste, grazie a una coerenza compositiva che li ha portati, dopo i lustrini e i fuochi artificiali del successo, alla consapevolezza di essere una band matura, che suona rock radiofonico con la giusta potenza, quel tocco di grunge rock che fa la differenza ed un talento per i refrain straordinario. “Eveything Under The Sun” è dunque un altro album che si può definire bello, una raccolta di hit single che, partendo dalla potente opener “Rattle The Cage”, passando dalla doppietta “Chasin’ Famous”, “Simple Song” (per chi scrive momento clou del disco) e per concludersi con una scanzonata “Last Night Was Fun”, ci dà appuntamento dal vivo dove la band dà il meglio di sé; mentre gli anni passano, “How You Remind Me” è il glorioso passato e “Eveything Under The Sun” l’ottimo presente.
