I Kat band storica nata nel 1979 a Katowice, in Polonia, fondata dal chitarrista Piotr Luczyk, il gruppo pubblicò nel 1986 “Metal and Hell” che è stato incluso nella lista dei “40 più grandi album Black Metal di tutti i tempi” pubblicata dalla rivista britannica Metal Hammer. La band ha pubblicato nove album in studio, oltre a numerosi album dal vivo e raccolte. Nel 2020, Kat hanno iniziato a collaborare con Tim “Ripper” Owens (ex cantante dei Judas Priest). Insieme hanno registrato “Flying Fire 2020”, una canzone che in seguito è stata inserita nella colonna sonora del film “303 Squadrons”. Oggi i Kat tornano con il decimo album in studio con materiale completamente nuovo, intitolato “Death Is Not Enough”. Del gruppo originale è rimasto solo Piotr Luczyk, con lui Harris al basso, entrambi polacchi, mentre il cantante Guilherme de Siervi e il batterista Pedro Tinello sono brasiliani, il cantante ospite Sieg dalla Corea del Sud e l’americano Jason M. Stallworth, che ha scritto tutti i testi. “Waging War” apre il disco con potente tiro thrash con che Łuczyk vi inserisce i suoi assoli come fa da ormai molti anni. Il testo è una campagna di vendetta senza pietà, semplice ed efficace. “Taste Of Pain” picchia duro con i suoi cambi e riff secchi. Con “Dark River” la melodia e la potenza insieme riportano ad un sound anni ’90, con i testi che richiamano oscurità e malefici, “Haunted By You” è un break malinconico del disco, alterna parti lente melodiche a ritmi più carichi e assoli melodicamente ben riusciti con il finale in crescendo dove la voce diventa straziata e roca.”Fiery Desires”, è ben radicata nell’heavy metal classico seguita da “Burn It Down”, anche qua doppia cassa e riff per un heavy di stampo moderno, “Looking For A Fight” e “Waging War” sono pezzi diretti e senza compromessi, e ricordano i Priest degli anni ’90 nei suoi riff. “Falling Into Darkness” inizia con Harris protagonista con il basso, e i testi parlano di fiducia che si trasforma in tradimento, un brano molto cadenzato e riflessivo, “Soulless Liar” ritorna su velocità con riff taglienti, doppia cassa che mostrano perfettamente l’alchimia stretta e fluida tra la potente batteria di Pedro Tinello e il lavoro di chitarra di Luczyk, “Devil” chiude l’album con un altro pezzo che naviga nel classico heavy metal. Dei vecchi Kat non si sente praticamente più nulla, la parte ancora inquietante sono i testi, effettivamente c’è una band che non eredita nulla, ma propone un nuovo corso sempre molto potente, guidata da un fondatore che si rifiuta di diventare l’esecutore della propria leggenda. Il boia (Questo vuol dire Kat in polacco), ha affilato la sua ascia per mietere nuove vittime.

Piotr Luczyk – guitar (Poland)
Harris – bass (Poland)
Guilherme de Siervi – vocals (Brazil)
Pedro Tinello – drums (Brazil)
Sieg – special guest vocalist (South Korea)
Jason M. Stallworth – lyrics (USA)