Quando per la prima volta ascoltai i The Temperance Movement (era il 2013, anno in cui uscì il loro clamoroso debutto omonimo) rimasi colpito da tanta bravura, trattandosi di una band che univa perfettamente il british blues con il sound dei The Black Crowes. Avrei scommesso che nel giro di due album il gruppo scozzese sarebbe balzato agli onori del classic rock e invece, dopo due album bellissimi (“White Bear” licenziato tre anni dopo e “A Deeper Cut” uscito nel 2018) e una manciata di uscite minori (ma la raccolta “Covers & Rarities” rimane un album da avere), il quintetto di Glasgow composto da Phil Campbell al microfono, Paul Sayer alla chitarra, Nick Fyffe al basso, Luke Potashnik alla chitarra e Simon Lea alla batteria si è perso, tornando finalmente dopo otto anni con una nuova raccolta di brani originali intitolata “New Promised Land Incorporated”. Prodotto e mixato da Ethan Johns, il nuovo album non delude i vecchi fans del gruppo del redivivo Phil Campbell, ripresosi alla grande dai problemi legati alla tossicodipendenza e tornato quindi a guidare questo bolide classic blues rock. La musica non cambia, anzi il sound si fa ancora più americano lasciando che le influenze d’oltreoceano abbiano vita facile, in un contesto dove tradizione british e voglia di paludi e route di frontiera hanno sempre camminato fianco a fianco. I The Temperance Movement hanno di fatto quel qualcosa in più che ne hanno sempre fatto una band adulta, lasciando i scolastici e divertenti ritmi hard rock losangelini a giovani star odierne per un approccio più maturo e blues nell’animo. E anche questa volta Campbell e soci non sbagliano un brano che sia uno, a cominciare da una “Silverlight Blues” che alza centimetri di pelle d’oca, “Eat You Alive” e “Mongrels”, con il cantante che, come un camaleonte, si trasforma ora in Rick Robinson, ora in un giovane Joe Cocker con una personalità disarmante. Parlare di influenze più di tanto sarebbe riduttivo, il nuovo album è in tutto e per tutto un’appendice dello splendido lavoro precedente, come se tutti questi anni non fossero passati, irrinunciabile.
