The Night Eternal è una band tedesca, precisamente di Essen, formata da musicisti della scena metal locale a cavallo tra il 2018 e il 2019. L’esordio discografico, un ep omonimo, viene pubblicato nel 2019 e contiene la cover di “(Take these) chains” dei Judas Priest, già indicativa del background del gruppo. Il primo full lenght album, “Moonlit Cross”, viene pubblicato nel 2021 e contribuisce a suscitare grande interesse, soprattutto in patria. L’identità della band si consacra definitivamente con “Fatale”, splendido lavoro pubblicato nel 2023 dalla Ván Records, dove il metal melodico e potente de The Night Eternal si ammanta di atmosfere cupe e gotiche, cercando di dare più l’idea dell’eternità che si portano nel nome. Detto questo, per stessa affermazione della band, non siamo propriamente nei meandri del gothic metal di Paradise Lost, Moonspell, Type O Negative, Tiamat,… in cui la darkwave si integra con il doom e talvolta con spunti estremi, bensì siamo di fronte a un heavy metal classico cui si aggiunge quella dose di oscurità che appartiene alle sue origini. Tra le loro influenze troviamo i soliti Black Sabbath era Dio, primi Judas Priest e Iron Maiden, cui aggiungerei Mercyful Fate, Angel Witch, gli ultimi Tribulation. Elemento caratteristico del loro sound è la voce di Ricardo Baum, calda e oscura, probabilmente ispirata a crooner gotici come Peter Murphy (Bauhaus), Danzig e Andrew Eldritch (The Sisters Of Mercy), anche se a me ricorda enormemente il grandissimo Kal Swan, eroe della NWOBHM con i Tytan, da segnalare “Rough Justice” (1985), e poi impegnato con con l’hard rock di stampo americano di Lion e Bad Moon Rising. Le attenzioni suscitate da “Fatale” hanno attratto anche la storica e prestigiosa Metal Blade Records che li ha scritturati e per la quale esce il nuovo “Cold Velvet”, titolo emblematico in quanto unisce il termine “freddo” ad un altro, “velluto”, che di solito esprime calore… una metafora della loro musica. C’è stato un cambio nella formazione che ha suonato in tutti i lavori precedenti, infatti, il bassista storico Jones Nühlen ha lasciato la band nel 2024, per cui sull’album le parti di basso sono ad appannaggio di Marco Justinger, mentre dal vivo si alternano musicisti diversi, tra cui Kerem Yilmaz. “Cold Velvet” non è un concept, anche se i testi affrontano spesso temi ricorrenti quali destino, perdita, morte, memoria, mitologia,… Rispetto al precedente, l’imprinting gothic dark è ancora più marcato, senza però distaccarsi dalla matrice metal, mentre a livello compositivo si sono concentrati soprattutto sulla ricerca della forma canzone, tant’è vero che ciascuno degli otto brani avrebbe potuto essere scelto come singolo. La ricerca di pathos è l’elemento comune tra loro, a partire dalla splendida e oscura linea melodica di “Where this world ends”, seguita dalla dinamica e anthemica “Eurydice (Don’t look back)”, in cui, attraverso il mito di Euridice e Orfeo, viene rimarcata l’impossibilità di modificare quanto è già accaduto. Si continua con le atmosfere cupe e drammatiche di “Caught in a spell”, seguite da quelle epiche di “When the last candle dies”. “The veins of time” testimonia la loro volontà di non affrancarsi dal metal e anticipa il refrain magistrale della bellissima “The watcher of the burning veil” e la potenza di “Shape of sorrow”. La conclusione dell’album è affidata ai sette minuti di “Dance on crimson ground”, nei quali la band alterna stacchi potenti ad atmosfere introspettive, confermando la propria ambizione attraverso un sound variegato e coinvolgente. Sono certo che “Cold Velvet” sarà l’album della consacrazione di una band solida, determinata e capace di schierare un vocalist riconoscibile al primo ascolto. Nel frattempo li aspettiamo in Italia per il concerto che terranno al Live Club di Trezzo sull’Adda (MI), insieme ai grandissimi Messa, il 21 novembre 2026.

Formazione:
Ricardo Baum – voce
Rob Richter – chitarre
Henry Käseberg – chitarra ritmica
Aleister Präkelt – batteria
Ospite:
Marco Justinger – basso
Tracce:
- Where this world ends
- Eurydice (Don’t look back)
- Caught in spell
- When the last candle dies
- The veins of time
- The watcher of the burning veil
- Shape of sorrow
- Dance on crimson ground