Il grande Johnny Winter arrivò sul palco di Woodstock intorno alla mezzanotte, tra domenica 17 e lunedì 18 Agosto del 1969. La sua chitarra bruciò per circa un’ora, quanto basta per rimanere nella storia della tre giorni di musica più importante della nostra musica preferita. La bravura dello storico chitarrista albino, scomparso ormai da una dozzina d’anni, la conosciamo tutti, così come la sua passione per il blues e per l’uso della slide guitar. “The Woodstock Experience” è uscito già nel 2009 e raccoglie l’album in studio più la leggendaria esibizione composta da otto brani, di cui tre suonati con l’altrettanto famoso fratello Edgar. Oggi, questa nuova versione in cd torna a far brillare la stella del chitarrista texano, quella notte sul palco insieme al fratello (sax, pianoforte e voce), a John Turner (batteria) e a Tommy Shannon (basso) in una delle performance più vibranti di tutto il festival. Insieme al suo album di debutto, uscito poco prima, questa nuova pubblicazione rende omaggio non solo ad un grande chitarrista e al suo talento immenso, ma a un’epoca leggendaria per la musica rock, a Woodstock celebrata alla pari con quella cultura giovanile fatta di libertà e fratellanza che, ahimè, oggi sembra andata irrimediabilmente perduta. Il live di Winter, di cui sono disponibili anche delle versioni video che si trovano tranquillamente sul web, è di fatto una raccolta di cover di grandi interpreti del blues, a parte “Leland Mississippi Blues”, brano facente parte del debutto. “Mean Town Blues” è il brano che, insieme alla conclusiva leggendaria versione di “Johnny B. Goode” di Chuck Berry, fa di questo live qualcosa che va oltre il semplice concerto di un tempo che fu: è la storia del rock, condensata in pochi incendiari minuti dove Johnny Winter entra nella storia della nostra musica preferita per non uscirne più. Il blues trasformato in pane e pesci per trecentomila persone nella tre giorni più importante della storia del rock, questo è “The Woodstock Experience”. Blues on!