Torna, a poca distanza dal precedente e bellissimo lavoro, una delle migliori band della nuova generazione country/southern/rock americana, i Ghost Hounds. Il gruppo della Pennsylvania, dopo il cambio al microfono e l’arrivo del carismatico Savnt, aveva cambiato marcia con “Almost Home”, disco che, se non aveva portato a una definitiva consacrazione, sicuramente si è rivelato per molti una sorpresa, grazie ad un più personale songwriting e a un cantante che, di fatto, risulta un soul man prestato al southern/blues/country rock. Oggi “Justified” conferma quanto di buono avevamo scritto sulla band che, con il nuovo album, accentua le sfumature grigio/nere della sua musica in un contesto che rimane assolutamente quello che ne contraddistingue le precedenti opere. “Justified” a tratti si avvicina al mood “dark” e melanconico degli immensi The Steel Woods, con quel tocco soul /blues in gran parte regalato dalla voce del singer, asso nella manica del gruppo. Thomas Tull chitarrista e fondatore, Tyler Tirelli alla chitarra, Joe Munroe alle tastiere, Bennett Miller al basso, Kristin Webber al violino e Sydney Driver alla batteria completano la line up, per quello che sicuramente verrà ricordato come il best seller dei Ghost Hounds. “Gimme Shelter”, cover degli Stones con ospite al microfono Chanel Haynesn, è da ascoltare anche se il brano è rielaborato alla “Ghost Hounds”, il resto dell’album è una lodevole rappresentazione del rock americano di questi anni. Dalla gotica “Pale Horse” alla bellissima “Sinner’s Prayer”, fino alle aperture melodic southern di “War Inside” la band non dà tregua, l’eccellenza è ormai l’asticella su cui il gruppo passeggia con la disinvoltura dei grandi e l’album arriva alla fine del viaggio attraverso un’America più grigia, emozionante e vera di quella che ci presentano i tg della sera di questi tempi, consigliato.
