La rock band svedese Åskväder esce con “Wax” terzo disco per Icons Creating Evil Art. Il disco segna l’inizio di un nuovo capitolo, inaugurato dall’ingresso di Saga Flygare-Täll nel ruolo di cantante e chitarrista, e fotografa una band nel pieno delle proprie forze. Attraverso undici tracce, gli Åskväder perfezionano ogni elemento che li ha resi una delle più interessanti realtà del rock svedese contemporaneo: riff intrisi di blues, melodie contagiose, la ruvida energia scandinava e un’intensità dal vivo che non concede tregua. “Wax” rappresenta al tempo stesso una reinvenzione e una riconferma, abbracciando un sound più pesante e dinamico, l’album non perde mai di vista il talento della band nel creare ritornelli memorabili e canzoni rock dal fascino senza tempo. Fin dalla loro formazione sulla costa occidentale della Svezia, gli Åskväder hanno consolidato progressivamente la propria reputazione grazie a esplosive esibizioni dal vivo e a un sound profondamente radicato nell’esplosione del rock scandinavo degli anni Novanta. Ispirandosi a band come The Hellacopters, Turbonegro e Thundermother, ma sviluppando al tempo stesso un’identità ben definita, il gruppo combina riff rock dalle venature blues, urgenza punk e una scrittura di taglio anthemico, dando vita a concerti ad altissima tensione. Dall’urgenza di ispirazione punk di “Salt” e “Frontier” al peso emotivo della titletrack, “Wax” mantiene costantemente in equilibrio melodia e potenza. “On The Fence” trova nuova linfa vitale con l’aggiunta della voce di Saga, mentre il chitarrista ospite Linus Björklund ha impreziosito il brano con un assolo particolarmente riuscito. “Under Your Skin”, invece, ha rischiato seriamente di non vedere mai la luce, poiché la band aveva esaurito il tempo a disposizione in studio:  «Siamo stati sul punto di eliminarla», ammettono i musicisti. «Poi Jamie, il nostro tecnico del missaggio e del mastering, ha ascoltato la demo e sostanzialmente ci ha detto: “Finite la canzone, altrimenti saranno guai”. Siamo davvero felici di averlo ascoltato.» Introdurre una voce femminile in un gruppo che fino ad allora aveva cantanti uomini è certamente una scommessa rischiosa, serve coraggio. Le canzoni sono più elaborat e complesse rispetto ai brani di “Fenix”. In “Wax” c’è maggiore maturità e qualità compositiva, le canzoni più rock vanno di pari passo con tempi melodici, i ritornelli onnipresenti  conferiscono maggiore profondità a tutte le canzoni, una base ritmica dinamica e inarrestabile e numerosi e intensi assoli di chitarra. Un disco che merita l’ascolto questo.

LINE UP:

Lucas Monryd basso

Tim Ferm batteria

Saga Flygare-Täll voce solista/chitarra

Martin Gut alla chitarra solista.