Mike Scott è uno dei più grandi artisti rock degli anni Ottanta, magari non ha raggiunto il successo commerciale di altri suoi colleghi, ma ci ha regalato in tutti questi anni tanta grande musica e ancora oggi, in sella ai suoi The Waterboys riempie le sue e le nostre giornate di note che vanno dal rock classico, al folk e al blues. Gli anni Ottanta sono stati appunto per il gruppo inglese il periodo di maggior successo, grazie ad almeno tre album fondamentali che ne hanno segnato l’evoluzione della carriera. “A Pagan Place”, uscito nel 1984, il primo assoluto capolavoro intitolato “This Is The Sea”, licenziato l’anno dopo, e il best seller “Fisherman’s Blues”, inizio di una svolta compositiva e album diventato storia, chiudendo il decennio e portando alla band la meritata immortalità artistica. Scott ha continuato a fare musica per tutti questi anni, pubblicando una marea di album ed arrivando in piena forma nel 2025 con l’ultimo parto intitolato “Life, Death And Dennis Hopper”. “Fisherman’s Blues” rimane però il suo best seller, per la storia uno delle opere più significative di quell’epoca, tanto che la Chrysalis, non contenta del “Fisherman’s Box uscito nel 2013 e della “Collector’s Edition” del 2017, ha messo le mani su altre registrazioni dell’epoca, trovate e selezionate da Mike Scott. Quello che troverete su questi 3 cd non è mai stato pubblicato; quindi, l’idea d’essere al cospetto di un “Fisherman’s Blues” nuovo di zecca non è poi così lontana dalla realtà. Partendo dal presupposto che siamo nel periodo di maggiore creatività del gruppo, “Atlantic Rain”, oltre ad un libretto con foto ed uno scritto di Mike Scott, regala una serie di gioiellini imperdibili (almeno per i fans) tra cover e brani inediti. “Knockin’ On Heaven’s Door” di Bob Dylan, due versioni di “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, “Angel Flying Too Close To The Ground” di Willie Nelson, “No Expectations” degli Stones, affiancano inediti come “Come Back To Galway” o “Endless Store” cercando di lasciare in chi ascolta la chiave per entrare in “Fisherman’s Blues” e nella sua complicata gestazione, aprendo la porta a quello che erano i The Waterboys e che diventeranno in futuro.

Mike Scott, mente e cuore dei The Waterboys