Nel presentare questo quinto album, la cantante Taylor Momsen ha affermato di aver finalmente trovato la linea di confine tra il suo essere attrice e musicista e di riuscire a far convivere le due anime. Questa maturità si sente sia nelle liriche, che parlano di redenzione, disordine emotivo e di morte che porta all’amore per la vita, che nella scrittura, più varia e priva di steccata, come se la band avesse scelto di non dare spiegazioni e così accanto a rock moderno, metal gotico, ascoltiamo un’incredibile blues metropolitano come “Spell On You”, con tanto di organetto in primo piano. L’album, prodotto da Jonathan Wyman, Taylor Momsen e dal chitarrista Ben Phillips, si ascolta con piacere e non mostra intoppi, come dimostrano “For Am I Death”, primo singolo aperto da un riff solido su cui Taylor canta con spregiudicatezza, ben scritti e piacevoli “About You” e la title track, sintesi di come si presenta un rock moderno addobbato per le radio e le playlist, “When I Wake Up” ha una marcia in più e gioca con il mainstream. “Love Me”, è una ballata stupenda che Taylor con canta appassionata, anche se mi ricorda sin troppo un pezzo dei grandi e sottostimati Dishwalla. La consapevolezza di sé, citata in apertura, ha portato una maturità che in alcuni casi sfiora la routine, ma “Dear God” riesce comunque a mantenere alta la qualità e a piazzare un paio di assi, tali da renderlo un album da godere più volte.