Ci sono band che nella vita di un appassionato lasciano tracce indelebili, aldilà di generi, mode o ascolti che cambiano, mutano e si arricchiscono. Per il sottoscritto una di queste meravigliose eccezioni sono i Savatage dei fratelli Oliva, la più grande band “metal non metal” che il nostro universo musicale abbia partorito. Una storia bellissima, tragica ed emozionante quella del gruppo statunitense, per qualcuno una semplice power metal band, per altri qualcosa che va oltre la semplice definizione artistica per andare direttamente a toccare corde emozionali a cui pochi arrivano, sia che si prenda in considerazione la seconda parte di carriera del gruppo o come in questo caso, ci si tuffi nei primi leggendari anni, quando tutto iniziò. Chi ha visto almeno una volta i Savatage dal vivo sa come la band riesca a muoversi miracolosamente tra brani power metal tiratissimi e sapienti e le emozionanti opere orchestrali del secondo periodo, come un dottor Jekyll e Mr.Hyde musicale che non lascia scampo. Con “Madness Reigns From The Gutter” torniamo indietro di trentasei anni: era il 1990 e il gruppo fondato da Jon e Criss Oliva era in piena corsa grazie ad una serie di album che culminarono con i due spettacolari capolavori degli anni ottanta, “Hall Of The Mountain King” e “Gutter Ballet”. Dopo l’uscita del secondo i Savatage, forti della formazione classica che vedeva, oltre ai due Oliva, Chris Caffery, Johnny Lee Middleton e Steve Wacholz, partì in tour e con questa pubblicazione, grazie ad un lavoro di restauro importante, torna in vita un concerto unico, registrato a Hollywood mentre la band è nel pieno del suo innato talento. Un live bellissimo, un documento storico che riporta a nuovo splendore una parte importantissima della storia dei “Sava”. Inutile elencare brani, ma “Strange Wings” dovete ascoltarla a priori, e ricordavi la bravura dei musicisti coinvolti, con un Criss Oliva che il fato ci ha portato via troppo presto e che ogni volta in cui abbiamo la fortuna di riascoltarlo sconvolge per il talento chitarristico spropositato in suo possesso. Il consiglio spassionato di chi scrive è prendervi una pausa di un’ora e mezza, sedervi e ascoltare cosa sapevano fare i Savatage, magari tenendo a portata di mano un fazzoletto, le lacrime sono assicurate.