Dom Mariani l’ha fatta grossa, pubblicando il nuovo e forse migliore lavoro dei suoi Datura4. Quasi trent’anni sono passati dalla fondazione di questa fenomenale band, anche se il suo leader, magari poco conosciuto al grande pubblico, ha un curriculum che lo posiziona tra i rocker più influenti della scena australiana. Il gruppo proveniente dall’Australia occidentale, precisamente dalla cittadina di Fremantle, arriva così al sesto album, lasciando scorrere creatività e talento per le sonorità classiche; dalla psichedelia, al blues, dal garage al soul, il tutto sbattuto in faccia agli appassionati di psych rock anni ‘60 così come al rock blues di primi anni del decennio successivo. Poco considerati, o meglio, poco conosciuti nella vecchia Europa e soprattutto in Italia dove il genere è cosa per pochi, i Datura4 e il loro leader danno lezioni di rock vintage con una serie di brani entusiasmanti nella loro desertica atmosfera psichedelica, dove il blues aiuta il tutto ad essere ancora più viscerale (“Dirty Laundry” è in questo senso un piccolo gioiellino), passando per quel rock a cavallo di due decenni che sono bibbia per la storia della nostra musica preferita. Leggerete di mille ispirazioni e influenze, più o meno famose, ma rimane tra i solchi di brani come “Another Fool’s Gate”, “On The Rebound” o “Mind Sailor” quella sensazione di già sentito e mai approfondito, una novità compositiva che arriva da mezzo secolo indietro nel tempo dove a fare la storia dell’underground c’erano leggende come The Zombies, i Love, o i The Savage Resurrection. “High On The Low Brow” è il “disco” dei Datura4 senza se e senza ma, approfittatene!
