Tornano i The Black Keys a distanza di un anno dal precedente “No Rain, No Flowers”, album che lasciava dei dubbi sull’approccio radio friendly che il gruppo faceva trasparire, continuando il mood di “Ohio Players”, licenziato nel 2024 e poco apprezzato per questa nuova strada intrapresa dal duo composto da Daniel Auerbach e Patrick Carney. E invece ecco che “Peaches!” in parte rimette le cose al suo posto, sarà per la scelta di coverizzare brani provenienti dal delta del Mississippi, ma soprattutto per un approccio più rude, scarno e devoto al sound che ha creato leggende sulle rive del grande fiume. Un ritorno alle origini, voluto e dovuto ai vecchi fans del gruppo grazie ad una raccolta di brani che raccolgono l’eredità di alcune delle leggende del deep blues e del soul, nate tra pericolose rive del Bayou e tra le verande di capanne dove mocassini acquatici e insetti di ogni tipo erano i pericoli mortali degli abitanti delle paludi. Non ci sono momenti dove non si respiri l’aria pesante e umida della palude in queste dieci tracce che esplodono in una botta di vita musicale che non lascia scampo. “Where There’s Smoke, There’s Fire” di Willie Griffin, “Who’s Been Foolin’ You” di Arthur “Big Boy” Crudup, l’inarrestabile “You Got To Lose” di Ike Turner e “Fireman Ring The Bell” del grande R.L Burnside sono gli esempi di come i The Black Keys hanno svoltato per arrivare al crocicchio dove hanno ritrovato lo spirito dei tempi migliori, ci voleva, avanti così.
