𝐆𝐥𝐢 𝐈𝐫𝐨𝐧 𝐌𝐚𝐢𝐝𝐞𝐧, 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐥, 𝐢 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐈
Non discuterei sul contenuto, è un film fatto bene anche se un fan non troverà niente di nuovo, ma enfatizziamo il fatto che c’è 𝐔𝐍 film sugli Iron Maiden e la nascita del fenomeno heavy metal, su una storia costruita in mezzo secolo di fedeltà assoluta al metal. Una pellicola costruita con un senso cronologico, con i primi passi a Londra nel 1976 fino ai giorni nostri, con testimonianze di quasi tutti i musicisti che hanno attraversato la storia del gruppo, manager, giornalisti, fotografi e fan, il tutto corroborato con e passionali interventi del noto attore Javier Bardem, accanito fan del metal e non manca il rimarcare l’importanza della “mascotte” Eddie e dell’iconografia ben identificabile del gruppo. Non c’è dubbio che si poteva entrare più nel dettaglio, la storia resta in superfice, anche se vengono raccontati con sincerità litigi e momenti di fragilità, ma la forza di questo film è il documentare la nostra storia, di chi si è innamorato del metal e non ha mai smesso di crederci. Di chi è cresciuto con la band, disco dopo disco.

In giro si esaltano artisti e gruppi che punzecchiano il mercato da un paio di anni e che dopo una botta di fama sparirà nel nulla, qui invece si celebra una leggenda costruita giorno dopo giorno, concerto dopo concerto, città dopo città, nazione dopo nazione, fan dopo fan. Questo documentario parla di noi ed è la nostra prova di resistenza, è la nostra lotta al fronte, contro il nulla assoluto di fenomeni costruiti a tavolino e poveri di contenuti. Noi siamo quelli del sudore, delle mani sporche, delle sconfitte senza drammi, delle conquiste piccole, ma che si conficcano nel cuore come una spina zuccherata e ci danno la forza di andare avanti. Siamo quelli dei dischi comprati rinunciando a viaggi e ferie, siamo quelli dei concerti pagati con i risparmi nascosti nell’ultimo cassetto in basso, delle t-shirt dei nostri idoli lavate mille volte. “Burning Ambition” (Guarda qui il trailer, nda) non è solo un film, è uno degli ultimi baluardi contro la musica finta, contro l’algoritmo, contro la deficienza artificiale, contro la musica digitale gratis, è il nostro manifesto per dire che siamo ancora vivi e che abbiamo scelto il lato giusto della storia. E guardando il film ci sentiamo una famiglia, perché tutti siamo, poco o tanto, fan dei Maiden, ed è bellissimo invecchiare con questo gruppo di testardi inglesi. Si i tempi cambiano, il futuro sarà diverso, e non c’è nessuna volontà di fermarlo, ma a me e forse posso dire a noi, non interessa, moriremo fedeli alle nostre vecchie idee: un disco, un concerto, un viaggio, gli amici, un abbraccio per i saluti, che sia davanti a 50.000 persone o in un club con 100 fan, nulla cambia. La musica è realtà, è vita vera, per me, per noi l’algoritmo se ne può andare affanculo: “Death to All But Metal” (cit.).

